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L’allarme Asl dieci anni fa Da allora niente si è mosso Barocci: «Scelte politiche»

F.F.
L’allarme Asl dieci anni fa Da allora niente si è mosso Barocci: «Scelte politiche»

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grosseto. «Questa unità funzionale di Igiene e sanità pubblica reitera fermamente (scritto in grassetto e maiuscolo) la necessità che, con urgenza, il gestore unico intervenga per un corretto smaltimento dei liquami fognari affinché le acque nere siano addotte all’impianto di depurazione senza interferire con il sistema idrico superficiale e per eliminare i liquami fognari presenti nel fosso».

Così scriveva il 2 aprile del 2010 – sì, esattamente undici anni e mezzo fa – l’allora responsabile dell’Igiene e sanità pubblica dell’Asl, Maurizio Spagnesi, in una lettera all’Acquedotto del Fiora (gestore unico) e, per conoscenza al sindaco di Grosseto e al Consorzio Bonifica, dopo l’ennesimo esposto presentato da Laura Coralli per le condizioni del fosso Beveraggio.

«Reitera fermamente la necessità che il gestore unico intervenga», dice l’Asl. Cos’altro serve per correre ai ripari?

Come è possibile consentire che un fosso, dove in passato si abbeveravano gli animali al pascolo, tanto l’acqua era pulita, diventi una fogna a cielo aperto? Che fine ha fatto la legge che impone di depurare i liquidami delle fogne prima che raggiungano il mare? E cosa rischiano i cittadini che da anni vivono a contatto con questa cloaca?

Ma, soprattutto, cosa significa «intervenire»? Cosa serve per risolvere la situazione?

«Serve semplicemente un depuratore – dice l’assessora all’Ambiente del Comune di Grosseto, Simona Petrucci –. «Ma non compete al Comune installarlo; spetta all’Acquedotto del Fiora».

Replica Roberto Barocci, del Forum Ambientalista, che sul Beveraggio – come su altri temi legati all’inquinamento – da sempre tiene i riflettori accesi: «Si giocano le responsabilità tra il Comune di Grosseto e gli altri enti. È vero che le acque nere sono di competenza dell’Acquedotto del Fiora, ma è il sindaco il responsabile della salute dei cittadini, è lui che deve rispondere all’Asl. Qui serve un piccolo impianto di depurazione, che magari non costa neanche tanto. Il punto sono le scelte fatte dalla politica. La vecchia amministrazione comunale guidata da Bonifazi stanziò, a suo tempo, i soldi per fare l’intervento. Ma poi con quella cifra decise di costruirci le tribune dello stadio».

F.F.

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