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Alcol, allarme tra i giovani: primo assaggio anche a 10 anni

I resti di una serata alcolica nel porticato di Palazzo Cosimini a Grosseto
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I resti di una serata alcolica nel porticato di Palazzo Cosimini a Grosseto

Uno studio del Coeso rivela una situazione drammatica: il sabato è da bollino rosso

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GROSSETO. Si riducono i consumi di alcol tra i giovani durante la settimana, ma il sabato resta da bollino rosso. È il risultato di un’indagine promossa dal Coeso che ha portato allo studio “Giovani, alcol e stili di vita a Grosseto” condotto su un campione di 50 studenti dell’Isis Leopoldo II di Lorena.

Le informazioni sono arrivate tramite la peer education , l’educazione tra i pari. Con il “Corso di sensibilizzazione ai problemi alcolcorrelati e complessi – Metodo Hudolin”, Coeso Società della salute nel 2019 ha formato 15 studenti dell’istituto superiore, i quali hanno poi messo a disposizione le loro conoscenze a beneficio di una cinquantina di compagni di scuola.

SI INIZIA DA BAMBINI

Lo studio, condotto da Giuseppe Corlito, psichiatra, alcologo, psicoterapeuta e responsabile scientifico del Centro di documentazione per gli stili di vita sani di Grosseto; Cinzia Santella, insegnante dell’Isis Leopoldo II di Lorena; Moreno Toigo, Claudio Salvucci e Ilaria Rapetti di Simurg Ricerche di Livorno, ha evidenziato che il 43,2 per cento dei giovani campionati ha consumato per la prima volta una bevanda alcolica in età compresa tra i 14 e i 16 anni; il 4,5 per cento prima dei 10 anni, il 9,1 tra i 10 e i 12 anni, il 25 per cento tra i 12 e i 14 e il 6,8 dopo i 16 anni.

SENSIBILIZZARE SERVE

Per il dato relativo alla regolarità nella consumazione degli alcolici l’indagine sottolinea che il 62 per cento dei ragazzi afferma di non consumare bevande alcoliche regolarmente, mentre il 14,1 dice di averlo fatto solo dopo i 16 anni. Secondo la ricerca condotta sul gruppo di studenti con un’età media di 16 anni, i consumi di alcol si sono ridotti dopo l’intervento di sensibilizzazione, scendendo di un 15 per cento per il consumo del vino, di un 20 per cento per la birra e un 27 per cento per gli aperitivi.

EMERGENZA SABATO

Un dato che però non riguarda il fine settimana, il sabato in particolare: qui le percentuali di consumo da parte dei ragazzi sono rimaste invariate: «Dall’indagine – spiega Fabrizio Boldrini, direttore di Coeso Sds – emerge che ultimamente c’è stato un minor desiderio di bere alcol nel corso della settimana, con percentuali anche interessanti. Ma il weekend è rimasto purtroppo come prima. Questo studio, su un campione piccolo ma non per questo meno importante, dimostra comunque che attraverso gli interventi di sensibilizzazione e informazione e l’educazione tra pari i comportamenti si possono modificare».

IL BINGE DRINKING

Gli episodi di binge drinking (consumo di 5 unità alcoliche standard, bicchieri con 10 grammi di alcol in una stessa occasione) uno dei parametri di rischio riconosciuti per i giovani, si sono ridotti più di un terzo e anche le famiglie degli studenti partecipanti alla ricerca hanno registrato una riduzione in percentuale nella assunzione delle bevande alcoliche: -1,9 dei fratelli, -4, 9 per i padri e -17,4 delle madri. Insomma, i ragazzi informati dei rischi hanno trasmesso le nozioni raccolte in famiglia, modificando di fatto le abitudini di consumo.

LA MALA MOVIDA

Nello scorso fine settimana a Grosseto si è assistito a episodi di movida malata, con bottiglie spaccate, estintori svuotati e litri di alcol consumati da giovani (nell’indagine si nota tra l’altro che si è abbassata la percentuale dei casi di ubriachezza tra i maschi, ma è invece invariata tra le femmine), che hanno creato il caos nel centro storico e nelle immediate vicinanze, come a Palazzo Cosimini. «Non siamo purtroppo riusciti a migliorare questo dato relativo al sabato sera – aggiunge Boldrini – che io collego alla compressione dovuta al Covid. I ragazzi hanno voglia di uscire dopo essere stati due anni chiusi in casa».

Durante l’estate si è assistito nei maggiori centri della provincia, da anche a risse, oltre ai soliti problemi legati al consumo eccessivo di alcol. «I due fenomeni sociali s’intrecciano – secondo il direttore del Coeso – e sono dovuti anche a stati di ansia. Si creano purtroppo dei clan, dei gruppi violenti. E quello che preoccupa è che sta venendo meno l’elemento civico, e qui il problema parte dalla mancanza di senso civico nelle famiglie, con il menefreghismo che crea una miscela esplosiva che spesso sfocia in risse».

Il Coeso Società della Salute da tempo lavora all’interno di alcuni istituti scolastici del territorio su temi legati alle corrette abitudini alimentari, allo stile di vita sano, alle relazioni sociali. «Serve collaborazione, attenzione da parte di tutti – conclude Boldrini – La scuola e le famiglie devono essere più puntuali, più presenti per poter eliminare episodi come quelli che si sono visti nella nostra città anche sabato scorso».

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