Il Tirreno

Grosseto

Volantino antivaccini, caccia all’autore

Maurizio Caldarelli

Una quindicina di copie spedite a un negozio di Torniella (e buttate via): da qui parte l’indagine della polizia municipale

3 MINUTI DI LETTURA





Maurizio Caldarelli

Roccastrada. Non ha ancora un nome l’uomo che giovedì mattina ha lasciato nella cassetta delle poste di Casa Bazar, un negozio di elettrodomestici in piazza del Popolo a Torniella, un piccolo pacchetto di fogli con il logo dell’Avis, nel quale con ampio uso di notizie false si mettevano in guardia i cittadini vaccinati, screditando la campagna anti-Covid in atto. A raccontare la storia di questa vicenda che ha provocato indignazione e sconcerto è Giorgio Panerati, il titolare del negozio che ha ricevuto la “posta” da una mano sconosciuta, ma scelto forse non a caso. «Nel pomeriggio di giovedì – dice Panerati – dopo essere stato a Grosseto fino alle 13, ho trovato sulla scrivania la posta che ha ritirato la dipendente. Sopra a tutto c’erano una quindicina di fogli, degli opuscoli piegati quattro volte, come le comunicazioni che mio babbo Piero riceveva dall’Avis di Roccastrada e che noi smistavamo agli indirizzi in calce, perché facciamo servizio sociale. Tra quei fogli a colori, stampati in casa, ce n’era uno anche per mio babbo, come tutti gli altri scritti a penna. L’ho aperto e dopo aver letto il contenuto poco condivisibile l’ho appallottolato e gettato nel cestino. Gli altri li ho invece buttati via direttamente. Nel pomeriggio – aggiunge – ho avuto da fare in negozio e solo in serata ho parlato di quello che era accaduto a mia cugina, che è consigliera dell’Avis, che mi ha anche rimproverato, invitandomi a raccontare tutto a Donata Sottani, alla quale ho inviato una foto. E da lì è nata tutta la storia che sapete. Sono rientrato in negozio per cercare i fogli nel cestino, ma era già tutto nei cassonetti. Rimane il fatto che chi ha lasciato i fogli conosce bene l’ambiente dell’Avis e voleva mettere in cattiva luce i donatori e chi s’è vaccinato».

Dell’episodio ha parlato anche il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola: «Purtroppo Panerati non ha più quei volantini fasulli. La polizia municipale ha parlato con lui e lo risentirà per capire chi fosse lo sconosciuto che voleva dare il via a una campagna tesa a scoraggiare le persone a donare sangue. Sembra che il volantino non sia uscito da Torniella».

Sul caso si sta muovendo il personale della polizia municipale dell’Unione dei comuni di Massa Marittima, della quale fa parte Roccastrada, che ha come comandante Adriano Innocenti, «ma abbiamo interessato anche i carabinieri – prosegue Limatola – che stanno cercando di capire come possa essere nato questo volantino».

Ieri mattina si è mosso anche il presidente provinciale dell’Avis, Carlo Sestini, che ha presentato la denuncia contro ignoti al comando provinciale di Grosseto dei carabinieri, anche a nome delle altre 28 sezioni della provincia di Grosseto. «Abbiamo sporto denuncia contro ignoti – spiega Sestini – per l’uso improprio del marchio e del logo di Avis, per procurato allarme e per aver leso la salute pubblica. Se quello che loro auspicano si realizzasse si blocca tutta la sanità».

Il comune di Roccastrada, da dove è partita la vicenda ha ben cinque sezioni: Ribolla, Roccatederighi, Roccastrada, Sassofortino e Sticciano. «Chi ha ricevuto il plico era un consigliere dell’Avis di Roccastrada, che ha scattato una foto – ripercorre la storia Sestini – e l’ha girata alla presidente di Roccastrada, Donata Sottani, che ha dato subito l’allarme. La foto è arrivata così sui telefoni di Fabrizio Boldrini, Simona Dei e sul mio. La Dei me l’ha mandata chiedendomi spiegazioni. Un volantino di quel genere è contro ogni senso e ogni logica – aggiunge Sestini – Avis paradossalmente andrebbe contro la donazione di sangue. Pare che l’immagine non sia stata divulgata sui social, almeno non l’abbiamo trovata. Carabinieri e polizia municipale sono impegnate a verificare queste cose. Come presidente dell’Avis provinciale ringrazio pubblicamente il sindaco di Roccastrada Limatola per la sua sensibilità immediata e la disponibilità che ha dato subito per riuscire a individuare e a capire anche un po’ di più di tutta questa vicenda. Spero vivamente che siano in grado di trovare elementi che ci aiutino a individuare a chi si è macchiato di questo abominio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa