Lutto
Scoperta un’agente immobiliare abusiva: affari in nero e “disoccupazione” pagata
In quattro anni non ha dichiarato al fisco 400mila euro. Si è messa in tasca illegittimamente 7mila euro di indennità
GROSSETO. Aveva decine di clienti. Sparsi un po’ in tutta la provincia. In città, ma anche nella costa nord. Il suo forte, però, erano gli appartamenti nel Grossetano meridionale. Faceva quasi tutto sui social network. In modo che fosse difficile risalire effettivamente alla sua persona. Formalmente risultava lavoratrice in un’attività di ristorazione. Nella realtà faceva l’agente immobiliare. Completamente abusiva. Guadagnava e non dichiarava le entrate. E percepiva anche l’indennità di disoccupazione. Fino a quando la guardia di finanza si è accorta del “giochino”. E l’ha scoperta.
L’OPERAZIONE
Si chiama “B.H.R. - Black House Rent”. È l’operazione delle fiamme gialle di Grosseto, comandate dal colonnello Cesare Antuofermo. Un’attività incessante di indagini e approfondimenti. Partendo dal mondo del web, fino alle verifiche sul campo, con mezzi aerei e navali, e decine di militari impegnati. L’obiettivo è sconfiggere la piaga degli affitti in nero. Specialmente nella stagione estiva. E proprio grazie al monitoraggio dei social network, la finanza ha individuato l’instancabile agente immobiliare. Che aveva una soluzione per tutti.
TASSE MAI PAGATE
Gli affari andavano benone. Tanto che gli uomini del colonnello Antuofermo hanno accertato che la donna, negli ultimi quattro anni, non ha dichiarato al fisco 400mila euro di entrate. Non ha proprio presentato la dichiarazione dei redditi. A lei è stato contestato anche il mancato pagamento dell’Iva per 90mila euro.
L’INDENNITà
Tasse non dichiarate, Iva non pagata. Ma non finisce qui. L’agente immobiliare “fasulla” percepiva addirittura il sussidio di disoccupazione. La finanza ha calcolato che si è intascata – in modo del tutto illegittimo – 7mila euro. Perché mentre era all’opera per affittare case in qua e in là in provincia, risultava lavoratrice di un’attività di ristorazione. E aveva dichiarato di non aver lavorato al ristorante per un periodo, così da far scattare l’indennità. In realtà, lei – stando a quanto emerge dalle indagini – nel ristorante non ci ha mai messo piede da dipendente.
E NON FINISCE QUI
Il lavoro della guardia di finanza non si ferma. Come spiega il colonnello Antuofermo «sono in corso percorsi di collaborazione con altri comuni della costa, poiché il contrasto del fenomeno degli affitti in nero serve sia a tutelare l’erario, ma anche le singole amministrazioni. Nonché i cittadini. I “furbetti” degli affitti in nero – continua Antuofermo – danneggiano prima di tutto le persone che svolgono attività immobiliare seguendo le regole. Il nostro invito è quello di rispettare le norme e dichiarare il giro d’affari, sempre. Aggirare il fisco comporta un’alterazione del mercato che non fa bene a nessuno».
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