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Dimessa ma piena di ematomi «Cosa è accaduto in ospedale?»

Maurizio Ceccarelli
Dimessa ma piena di ematomi «Cosa è accaduto in ospedale?»

Alla famiglia viene detto che si trovava al Misericordia ma era al Sant’Andrea L’anziana ha le braccia tumefatte ma ai parenti non è stato spiegato il perché

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Maurizio Ceccarelli

FOLLONICa. Brutta esperienza per un’anziana di 88 anni. Caduta nella propria abitazione e soccorsa dal 118, è stata ricoverata in un primo momento all’ospedale della Misericordia di Grosseto e successivamente al Sant’Andrea di Massa Marittima. Il ricovero ospedaliero c’è stato mercoledì 27 ottobre e a raccontare la vicenda è la nipote Giulia Arzilli che, insieme alla famiglia, vuole vederci chiaro.

«Mia nonna è caduta in casa e abbiamo subito chiamato il 118 e il personale, dopo accertamenti, ha deciso di portarla al pronto soccorso di Grosseto. Lì è rimasta in osservazione un giorno intero: le sono stati riscontrati problemi al cuore e a un rene, così è stato deciso di ricoverarla. A Grosseto non c’erano posti letto e quindi ci hanno avvisato, in tardissima serata, che sarebbe stata trasferita a Massa Marittima. Il giorno successivo aspettiamo invano la chiamata per il trasferimento; contattiamo quindi noi l’ospedale ma nessuno ci sa dire nulla di preciso. Verso le 17 parliamo con un addetto e ci viene riferito che era stata ricoverata nel reparto di medicina di Grosseto. Stavamo partendo con degli abiti, quando una persona che conosciamo, e che abita a Massa Marittima, ci contatta e ci avverte che la nonna era stata portata all’ospedale massetano».

«A questo punto mio marito chiama l’ospedale della Misericordia e chiede se la paziente si trova a Grosseto o a Massa Marittima. Ci rispondono che era ricoverata a Grosseto. “Allora perché”, chiede mio marito, “Mi hanno chiamato da Massa Marittima e mi hanno detto che era ricoverata lì?”. Dopo varie titubanze, ammettono che c’è stato un errore, sostenendo che probabilmente qualcuno ha sbagliato nella comunicazione e confermano che la paziente si trova al Sant’Andrea».

«Lì rimane – continua la nipote – una settimana, periodo in cui ci è stata data la possibilità di vederla solo due giorni e per un quarto d’ora, nel rispetto delle norme per contenere il rischio contagio da Covid-19».

Veniamo alle dimissioni: «Il giorno in cui è stata dimessa – racconta ancora – hanno chiesto a mia mamma se volevamo che le venisse tolto il catetere: noi crediamo piuttosto che la decisione dovesse essere presa da una persona competente. Nel frattempo, ci avvisano che a mia nonna mancano i vestiti e ci adoperiamo per portarli, il più velocemente possibile, lasciandoli in portineria, così come è opportuno fare da quando è iniziata la pandemia; ma i panni che le abbiamo portato non sono stati poi utilizzati». «Alle 14,30 la dimettono: la vediamo arrivare sotto una pioggia battente in pigiama e lei è una donna di 88 anni che soffre di bronchiti croniche; premetto che il personale era stato informato delle sue patologie». «Adesso – conclude – mia nonna è a casa con alcune parti del corpo, soprattutto le braccia, completamente ricoperte da ematomi. Ci farebbe piacere avere spiegazioni su quanto è accaduto e capire perché è ridotta così. Chiediamo di sapere cosa è successo, essere informati su quanto è avvenuto in questi giorni di degenza».

Contattato l’ufficio stampa dell’Asl sudest, Il Tirreno non è riuscito ad avere una risposta.

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