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Grosseto

IL CASO SPIAGGE 

Anche Grosseto nel mirino dell’Antitrust Il Comune si difende: «Fatto il possibile»

Francesca Ferri ; Altro servizio a pag. 11
Anche Grosseto nel mirino dell’Antitrust Il Comune si difende: «Fatto il possibile»

Dopo Castiglione e Follonica, pure il capoluogo segnalato a parlamento e governo. Megale: «Siamo tranquilli» 

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Francesca Ferri

GROSSETO. Dopo Castiglione della Pescaia e Follonica, anche Grosseto riceve una segnalazione dell’Antitrust per il rinnovo delle concessioni demaniali. E si vede piombare addosso una pesante ipoteca sugli stabilimenti di Marina di Grosseto e Principina a mare.

La segnalazione

Il 6 ottobre l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inviato al parlamento e al governo la segnalazione numero AS1795 relativa al capoluogo maremmano nella quale rileva «criticità concorrenziali non giustificate da esigenze di interesse generale» nelle procedure adottate dal Comune di Grosseto a partire dalla primavera del 2020 per rinnovare le 104 concessioni balneari dei 52 stabilimenti del territorio (le concessioni sono il doppio dei bagnetti perché quasi ogni struttura ha due concessioni, una per la spiaggia e una per l’immobile; alcuni ne hanno una terza per il locale caldaia).

Il nodo Bolkestein

Mentre, dunque, a livello nazionale sono ancora venti di burrasca sulla Bolkestein, che hanno portato in questi giorni all’esclusione dei balneari (e degli ambulanti) dal Ddl Concorrenza – spianando la strada alla Ue nella procedura di infrazione contro l’Italia – l’Autorità garante della concorrenza e del mercato prosegue nella sua opera di controllo dell’operato dei comuni sul rinnovo delle concessioni balneari. Come noto, la legge 145 del 2018 (primo governo Conte) ha autorizzato il rinnovo automatico delle concessioni balneari fino al 2033, venendo incontro alle richieste dei titolari di stabilimenti di tutta Italia, ma contravvenendo alla direttiva Ue che, dal 2006 impone che le concessioni vadano messe a gara una volta scadute. Cosa ribadita dalla Corte di Giustizia europea nel 2016.

Dopo il via libera di Conte, i comuni sono corsi ad applicare sui loro territori la nuova norma. Ognuno come ha potuto. Molti hanno applicato alla lettera la scorciatoia di Conte, mettendo semplicemente un timbro in fondo alla concessione con scritto “rinnovata”. Altri hanno previsto una qualche forma di “pubblicità” della procedura.

I rinnovi a Grosseto

Grosseto è fra questi ultimi. Con la delibera di giunta 98 del 22 aprile 2020 ha preso tutte le concessioni e, una per una, le ha pubblicate sul proprio sito per eventuali manifestazioni di interesse. Ha inoltre individuato nuovi tratti di spiaggia liberi e li ha messi a gara. Nel frattempo, non ricevendo manifestazioni di interesse per i bagnetti già in concessione, ha proceduto ai rinnovi.

Le contestazioni

A quanto pare, però all’Antitrust non basta. Le procedure adottate dal capoluogo maremmano avrebbero, secondo l’Autorità, «criticità concorrenziali non giustificate da esigenze di interesse generale». Grosseto, prosegue l’Antitrust, «avrebbe dovuto disapplicare la normativa nazionale posta a fondamento» degli atti amministrativi «per contrarietà della stessa alla disciplina e ai principi euro-unitari».

Insomma: la legge italiana contrasta con quella europea e, siccome quella europea è di ordine superiore, il Comune – tutti i Comuni ripresi dall’Antitrust per lo stesso motivo – avrebbe dovuto ignorare, anzi, non rispettare la legge italiana e applicare quella europea.

Castiglione

e Follonica

La questione è spinosa e, da anni, agita le acque del Mediterraneo intorno allo Stivale. In Maremma si tratta della terza contestazione dell’Antitrust; era già successo a Castiglione della Pescaia (segnalazione del 9 dicembre 2020) e Follonica ( 4 maggio 2021).

Le reazioni

Nel caso di Grosseto la lettera di segnalazione – inviata al parlamento e al governo – è arrivata quasi all’indomani delle elezioni comunali, che hanno visto confermata l’amministrazione Vivarelli Colonna ma il cambio di guardia al Demanio, passato da Riccardo Megale (Lega) a Simona Petrucci (Fratelli d’Italia).

«Grosseto è sicuramente tra gli enti che si sono più attenuti ai dettami della Bolkestein, tanto che la nostra procedura è stata adottata anche da Bari. Siamo tranquilli», dice Megale. Sul fatto che a Grosseto non siano state fatte le gare per rinnovare le concessioni, Megale spiega che «non abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse, perciò non si devono fare gare».

In Toscana

La questione è, del resto, comune anche a tanti altri Comuni, a partire da Rimini. Per restare in Toscana, il vicino Piombino, come anche Carrara e San Vincenzo, sono già finiti al Tar, su ricorso dell’Antitrust, e si attende la sentenza.

Tar o non Tar

«Nei casi come i loro – spiega però Megale – la contestazione che ci viene fatta è relativa all’articolo 21 della legge 287 del 1990, “Norme per la tutela della concorrenza e del mercato”, e non all’articolo 21 bis».

La differenza non è da poco. L’articolo 21 dice che l’Autorità può segnalare «situazioni distorsive» della concorrenza del mercato, mentre il 21 bis, introdotto nel 2011, dà all’Autorità il potere di agire in giudizio contro gli atti amministrativi generali, i regolamenti e i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che vìolino le norme a tutela della concorrenza e del mercato.

«Siamo tranquilli»

«Noi siamo tranquilli e sicuri di aver fatto il possibile – dice ancora l’assessore Megale –. E ci confortano alcune dichiarazioni che ha fatto il presidente del consiglio Draghi. Se poi la norma sarà retroattiva, sarà un tema da affrontare a livello nazionale. Noi, al momento, abbiamo già rinnovato praticamente tutte le concessioni e ci avviamo a completare tutto».

«L’Autorità, per quanto abbiamo capito, sta inviando questa segnalazione a tutti i comuni che hanno rinnovato le concessioni – dice Simona Petrucci –. La lettera per l’Autorità è già stata redatta dal dirigente Marco De Bianchi e dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, poiché la segnalazione è arrivata proprio pochi giorni dopo le elezioni, quando ancora non erano state definite le cariche degli assessori. Confido nel lavoro che è stato fatto da chi mi ha preceduto e nel buon lavoro fatto dagli uffici».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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