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il caso 

Volantini fake con logo di Avis per screditare la vaccinazione

Elisabetta Giorgi ;
Volantini fake con logo di Avis per screditare la vaccinazione

I fogli sono comparsi nel comune di Roccastrada. Asl e associazione condannano «Frasi false e diffamatorie. Il sangue dei donatori è sicuro». Partono le denunce

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Elisabetta Giorgi

GROSSETO. Frasi false e deliranti per depistare i cittadini. Una teoria assurda che riporta il “logo” (taroccato) di Avis per screditare la campagna di vaccinazione anti Covid; la quale costituirebbe un grave pericolo per i donatori e i riceventi di sangue. Tutto questo in un volantino dai contenuti gravemente diffamatori e farneticanti che riporta il logo della storica associazione dei donatori di sangue (Avis), ma che quest’ultima naturalmente smentisce in maniera secca come non suo, dicendosi pronta a sporgere denunce.

Sul piede di guerra è l’Asl Toscana sud est, che ieri ha condannato «fermamente le false informazioni non corrispondenti alla realtà dei fatti e fuorvianti sulle possibili conseguenze negative sul sangue dei vaccinati contro il Covid», che da ieri mattina circolano nei volantini falsamente attribuiti ad Avis ma che sono evidentemente un fake. Questi fogli sono comparsi in diverse zone del comune di Roccastrada e hanno fatto sobbalzare il sindaco Francesco Limatola che ha dato indicazioni alla Municipale per fare le verifiche. Chiaramente partorito da una mente no-vax che punta a screditare i vaccini attraverso falsità, il volantino riporta che chi si è fatto immunizzare riscontrerà problemi al sangue («trombi, alterazione dei globuli bianchi e rossi, dei granulociti e alterazioni della viscosità») e invita i donatori a smettere di donarlo per “smascherare” la dittatura nazista messa in atto dal Governo e dal sistema sanitario. Un’immagine già evocata durante i tristi fatti di Novara, giorni fa.

«Queste affermazioni deliranti, false e diffamatorie – accusa l’Asl – non fanno altro che insinuare nei lettori dubbi del tutto infondati sulla validità del siero anti-Covid che, sulla base dei numeri che evidenziano una netta diminuzione dei casi e dei ricoveri rispetto a un anno fa e delle evidenze scientifiche, è appurato essere l’unico strumento in grado di farci uscire dalla situazione emergenziale».

La dottoressa Silvia Ceretelli, direttore dell’Immunoematologia e medicina trasfusionale dell’ospedale di Grosseto, punta il dito contro queste forme di disinformazione e ribadisce la sicurezza del vaccino: «Azioni simili sono solo da condannare – spiega – perché alimentano una falsa informazione non sostenuta da alcun fondamento scientifico, con l’unico scopo di minare la fiducia dei cittadini. Ribadisco e sottolineo che il sangue dei donatori vaccinati è assolutamente sicuro e non comporta a chi lo riceve nessun rischio di sviluppare trombosi o altre patologie ematologiche. I meccanismi fisiopatologici che sono alla base delle trombosi non possono essere trasmessi con il sangue ma, quando si verificano, sono dovuti alla somma di fattori genetici predisponenti e di una o più cause di comorbilità. Il sangue è una terapia salvavita. Faccio un appello a tutti i donatori e ai potenziali donatori affinché continuino a donare per permettere a chi ne ha bisogno di ricevere le cure. Il sangue non si produce in laboratorio e l’unica fonte è l’uomo che permette a persone come i talassemici di continuare a vivere grazie a questo». E Simona Dei, direttrice sanitaria dell’Asl Toscana sud est. «È un atto di codardia che condanniamo senza se e senza ma, perché sfrutta l’immagine di Avis per screditare la campagna di vaccinazione mettendo in discussione l’importanza del vaccino e la salute di tanti pazienti che devono poter contare sulle donazioni di sangue. Siamo certi che i cittadini sapranno prendere le distanze e ringraziamo le istituzioni che stanno accertando le responsabilità». Massima solidarietà al presidente di Avis Toscana Claudia Firenze e a quello provinciale Carlo Sestini, e un grazie a Croce rossa solidarietà, Fratres e tutti i donatori.

Carlo Sestini, presidente di Avis provinciale Grosseto, interviene con i presidenti di tutte le Avis della provincia di Grosseto. «Gravissimo e squallido l’atto di cui l’associazione e tutti i donatori di sangue sono oggetto. Oltre all’uso improprio del nome di Avis e del logo per il quale sporgeremo regolare denuncia, vergognoso è pensare come vi siano persone che, in nome delle proprie idee e personali convincimenti, usino strumentalmente un’associazione che da quasi cento anni si spende per gli altri. Crediamo che vi siano gli estremi per un grave danno alla salute pubblica: sangue e plasma sono risorse imprescindibili per garantire la salute di tante persone. Sulla vita umana non si scherza, non si può giocare. Chiediamo alle autorità di tutelare l’associazione e i donatori che, nonostante d’imbecillità di qualcuno, continueranno, con senso civico e solidale, a stendere il braccio per continuare a donare salute».

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di Redazione web