Gioco
Truffano gli anziani: finti carabinieri arrestati dopo la rocambolesca fuga
Due fratelli fermati in Piemonte dopo aver colpito a Sticciano e Braccagni. Nella Volvo spunta il “kit” di divise e parrucche
Elisabetta Giorgi
GROSSETO. Si fingevano carabinieri per raggirare gli anziani e derubarli. Finisce con due arresti in Piemonte la rocambolesca fuga di due truffatori che in queste settimane hanno colpito in alcuni paesi della Maremma a bordo di una Volvo nera.
Al culmine di un inseguimento in cui hanno speronato un’auto dei carabinieri vicino a Torino, sono stati fermati e nel loro abitacolo sono spuntate divise taroccate dell’Arma, targhe contraffatte e persino parrucche. I finti militari erano scesi “in trasferta” da Cuneo nei comuni di Grosseto e Roccastrada, e se ne erano serviti per citofonare alle attempate coppie e derubarle. Il Tirreno ha raccontato due storie successe il 7 ottobre. In entrambe gli anziani erano stati più furbi dei ladri.
Le tentate truffe
«Io non mi fido. Ci sono un sacco di ladri in giro con il tesserino falso. Chi me lo dice che siete carabinieri? ». È il 6 ottobre quando una signora di 80 anni decisamente sveglia sbatte fuori casa uno dei truffatori che si è presentato da lei sotto mentite spoglie. Dice di essere un maresciallo. Succede a Sticciano, comune di Roccastrada. Il finto militare è arrivato con un complice a bordo di una Volvo nera. Alla signora dice che dentro casa «c’è stato un furto». Riesce a intrufolarsi dentro mentre il marito è fuori. Ma l’anziana non ci casca e lo mette alla porta. «Sa quanti ladri ci sono in giro col tesserino falso? ». In fondo alla pagina, riportiamo l’intervista all’anziana.
Fallito il colpo, i due truffatori cambiano zona e a bordo della Volvo – macinati una dozzina di chilometri – arrivano a Braccagni. Puntano la casa di un’altra coppia di anziani. Il solito tipo bussa alla porta e si qualifica ancora come maresciallo. Cambia il copione. Dice che in zona c’è stato un grosso incidente. «Si è rovesciato un camion che trasportava gas: devo verificare che l’acqua non sia contaminata». Chiede di entrare e spiega che deve andare in bagno perché c’è bisogno di «annusare l’acqua». Di più, pretende che la coppia infili soldi e gioielli in una busta «per una maggiore sicurezza». Anche qui l’anziano non ci crede: «Ma cosa c’entra l’acqua coi soldi?». E il truffatore è costretto alla fuga.
Le indagini
I ladri scappano. Non sappiamo bene quali rotte prendano sul momento, certo è che il tempestivo intervento dei militari maremmani si rivela fondamentale per acciuffarli a 400 chilometri di distanza. Mezz’ora dopo il colpo fallito a Sticciano, infatti, i carabinieri di Roccastrada corrono a visionare le immagini delle telecamere in località Ingegnere. E “beccano” il fermo immagine della Volvo nera su cui viaggiano i sedicenti colleghi dell’Arma. Leggono la targa e la diramano in tutt’Italia. Un dettaglio che si rivela cruciale.
Gli arresti
Arriviamo al 29 ottobre. La storia ci porta in Piemonte e la notizia è riportata dal quotidiano La Nuova periferia. Una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Chivasso (provincia di Torino) intercetta la targa e si lancia all’inseguimento dell’auto: è la Volvo nera fuggita in fretta e furia dalla Maremma, modello S 60 Polestar da 367 cavalli. Era stata avvistata a Lauriano, altro paese del Torinese dov’era stato segnalato un tentativo di truffa ai danni di anziani. La centrale operativa aveva diramato le ricerche e la berlina scura era stata avvistata in centro a Brusasco da una pattuglia dei carabinieri della stazione di Verolengo. Le due auto – la Volvo e la gazzella – si scontrano frontalmente e i carabinieri restano feriti, ma ciononostante riescono a bloccare due occupanti della Volvo, mentre un terzo fugge verso i campi che portano al Po.
Dentro l’auto (che aveva due targhe false, una sull’altra), gli inquirenti scoprono il “kit” del truffatore. Altre targhe contraffatte, divise taroccate da carabinieri, una giubba dei vigili del fuoco, una parrucca castana scura ondulata, ricetrasmittenti e arnesi da scasso. Un cinturone con una fondina per la pistola. Un casco da cantiere. Anche gioielli e centinaia di euro, forse frutto di truffe.
I carabinieri arrestano due uomini di 32 e 29 anni, fratelli di Cuneo dediti alle “trasferte” truffaldine dentro e fuori dal Piemonte sotto le mentite spoglie dell’Arma. Ora, per contrappasso, grazie ai carabinieri della Maremma e del Piemonte la loro corsa finisce qui.
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