Attenzione
Le associazioni sono nel guado Operatori pochi e “vecchi”
GROSSETO. Organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale della provincia di Grosseto sono in mezzo al guado. Resistono ma chiedono aiuto. Durante la pandemia si sono messe al servizio della comunità, inventandosi nuovi servizi. Ma soffrono a trovare nuovi volontari. E sono alla ricerca di nuove collaborazioni, con il pubblico e con il privato. È la fotografia che emerge dalla rilevazione promossa da Cesvot: “Le organizzazioni di volontariato. Identità, bisogni e caratteristiche strutturali in Toscana” a cura di Irene Psaroudakis e Andrea Salvini dell’Università di Pisa. La ricerca – da aprile a novembre 2020, in piena pandemia – ha coinvolto 92 organizzazioni di volontariato della provincia di Grosseto, corrispondenti al 53,2% delle 173 che sono iscritte al Cesvot. Quelle che durante il 2020 hanno cessato l’attività o cambiato natura diventando associazioni di promozione sociale sono il 5,2%. «Il volontariato è stato colpito duramente dalla pandemia – spiega Silvia Sordini, presidente di Cesvot Grosseto – ma ha saputo giocare un ruolo importante nella tenuta delle relazioni sociali, veicolo effettivo di resilienza sociale di fronte a lockdown e distanziamento sociale. Il problema è che con la serrata c’è stata più disponibilità perché le persone non lavoravano, ma con il graduale ritorno alla normalità è arrivato il crollo della partecipazione dei volontari alle attività associative. Con difficoltà crescenti nell’incrociare i bisogni delle associazioni con le disponibilità dei volontari. Per questo come Cesvot abbiamo puntato molto su progetti di orientamento e reclutamento di giovani volontari». Le organizzazioni grossetane che hanno partecipato al questionario possono contare su 2.133 volontari, di cui il 53,5% maschi e il 46,5% donne. Lo 0,3% di questi volontari appartiene alla classe di età dei minori di 18 anni, il 7,2% alla classe di età 19-29, il 44,5% alla classe di età 30-54, il 24,8% alla classe di età 55-64 e, infine, il 23,1% appartiene alla classe dei volontari con età pari o superiore a 65 anni. Segno di “un’adultizzazione” sempre più marcata del settore, che richiede un cambio di marcia: per il 40% circa delle associazioni il tema del reperimento di risorse economiche è fondamentale mentre per 2 associazioni su tre il trend dei volontari è che stanno rimanendo uguali o addirittura calando.
M.F.
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