Sicurezza
Terza predazione in pochi giorni a La Marta
L’allevatore Massetti perde altre sei pecore, sbranate mentre erano all’interno del recinto con rete elettrosaldata
magliano in toscana. Sei pecore morte. Tre ferite. Tutto nell’arco di pochi giorni.
Una situazione che per Gabriele Massetti, dell’azienda agricola La Marta a Fonteblanda, al confine con il comune di Magliano in Toscana, sta diventando insostenibile.
L’allevatore ha un gregge di 164 pecore che dovrà tenere fino alla primavera quando poi cederà la sua attività.
«Anche se io smetto – confessa – questo non vuole dire che non lotterò per il problema della predazione per gli allevatori che resteranno».
Il predatore, negli ultimi giorni, ha fatto visita all’azienda di Massetti, tre volte. In ogni attacco ha ferito e ucciso le pecore. Altre ne ha spaventate. Tutti gli attacchi sono avvenuti dentro il recinto fatto con la rete elettrosaldata. Eppure, nonostante questo il predatore ha trovato il modo di entrare e uccidere. L’ultimo attacco è avvenuto due giorni fa.
«Era circa l’una di notte – racconta l’allevatore – ero appena andato a letto. Da quando ho subito gli attacchi ho deciso di state ancora più vigile. Dopo aver controllato l’ovile e visto che era tutto normale sono andato a letto. Mi ero appena steso quando ho sentito un rumore strano. Mi sono vestito e sono uscito. Il cane aveva abbaiato e poi si era ritirato. Ho controllato e ho visto che aveva già colpito uccidendo due pecore. Il predatore, quando mi ha sentito arrivare, è scappato».
Per gli allevatori come Massetti la situazione è diventata davvero dura. «Sembra che vogliono farci scomparire – commenta amaro – eppure la nostra presenza sul territorio è importante, come produzione del latte, ma anche come presidio del territorio. In pochi giorni ho perso sei capi. Tre sono stati feriti. In questo momento le pecore sono gravide e quindi quando si verificano gli attacchi rischiano di abortire, di diminuire la quantità del latte. Un discorso fatto troppe volte senza che cambi nulla».
Ivana Agostini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google