Il Tirreno

Grosseto

le reazioni 

La associazioni in coro «Si torni a incentivare l’economia di vicinato»

M.C.

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La chiusura della banca al centro commerciale Gorarella è stata accolta con dispiacere dalle associazioni di categoria. «Da tempo – dice Gabriella Orlando, direttrice di Ascom Confcommercio – rappresentiamo la grande problematica dell’impoverimento del tessuto commerciale di vicinato. La chiusura della banca ha a che fare con la riduzione e la sparizione dei negozi. Quella banca era al servizio degli abitanti, ma riusciva a stare in piedi nella misura in cui c’erano le attività commerciali che facevano quadrare il bilancio. Chi aveva negozi lì il conto corrente lo teneva lì nel 90 per cento dei casi, per una questione logistica, e la banca era fondamentale per i commercianti e per la popolazione, soprattutto anziana».

Secondo Gabriella Orlando l’abbandono di Intesa San Paolo «è anche causato dalla riduzione progressiva delle attività commerciali e del loro fatturato. Noi abbiamo appena presentato – prosegue la direttrice di Ascom – il cosiddetto Apporto partecipativo; il nostro focus va proprio nella richiesta di non implementare, non aggiungere altri insediamenti commerciali fuori dalla città urbanizzata. Lo squilibrio è già evidente. Serve il recupero della vita nei quartieri che ruota intorno alla presenza dei negozi di vicinato. Dobbiamo valorizzare le varie zone della città partendo dai luoghi che hanno natura aggregativa».

La situazione nel quartiere Gorarella preoccupa anche Confesercenti.

«Siamo dispiaciuti – sottolinea la direttrice, Gloria Faragli – perché si sta assistendo a un progressivo ridimensionamento dei servizi, siano essi sportelli bancari o postali, con problemi per l’utenza. Gorarella ha visto la chiusura di tante attività. Sarebbe necessario pensare a politiche dedicate e auspichiamo che le prossime strategie vengano attivate attorno a questi settori, del commercio in particolare. Alcune attività, soprattutto al piano superiore del centro, avevano chiuso in passato. Laddove si continua a creare attrattive di natura commerciale, altrove si rischia d’impoverire l’esistente. La scelta della banca va a ricadere sulla popolazione, una delle più anziane d’Italia. Per le banche è più utile aprire dove ci sono insediamenti più numerosi, dove è possibile digitalizzare, ma non sempre si è pronti ad affrontare questi cambiamenti». M.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web