La manifestazione
Disoccupata, due figli e sotto sfratto «Qualcuno mi aiuti»
Mamma di 39 anni dovrà lasciare casa a fine mese «Posso pagare, ma tutti gli affitti sono solo fino a maggio»
Francesca Ferri
FOLLONICA. L’ennesima agenzia che la liquida con un «ci dispiace, non ci sono appartamenti da affittare tutto l’anno». L’ennesima speranza che si infrange. Una donna sola, senza lavoro, con due figli minori e un macigno che sta per caderle addosso: uno sfratto a fine mese. Marta (il nome è di fantasia per tutelarne la riservatezza, come chiede lei stessa) ha 39 anni, vive a Follonica e ha bisogno di trovare subito una casa per sé e per i suoi figli, una ragazza di 16 anni avuta dall’ex marito, e un bambino di nemmeno quattro, nato dalla relazione, adesso finita, con un altro compagno.
«Aiutatemi a trovare una casa, non voglio perderli, io vivo per i miei figli», dice singhiozzando al Tirreno.
Marta non ha un lavoro. Vive del reddito di cittadinanza, 631 euro al mese, e degli aiuti che le versano i padri dei suoi figli per il loro mantenimento (un terzo, il più grande che ha 21 anni, vive con il babbo). Ogni tanto riesce a trovare qualche lavoretto, «in nero – racconta – a fare le pulizie o la tuttofare». Insomma, a casa non si naviga nell’oro, ma neanche si fa la fame.
«A febbraio del 2020 mi è scaduto il contratto di affitto – racconta – e il proprietario mi ha chiesto di lasciare l’appartamento perché lo vuole vendere. Eravamo in pieno Covid, e così ci siamo accordati perché potessi continuare ad abitare lì finché non avessi trovato un’altra sistemazione. Mi sono messa alla ricerca di una casa, ma qua a Follonica è impossibile trovarne una per tutto l’anno». In un posto turistico come la città del Golfo, chi ha un appartamento libero ha tutto l’interesse ad affittarlo ai turisti d’estate, quando i prezzi lievitano alle stelle. «Tutti quelli a cui mi sono rivolta mi hanno detto che mi possono affittare casa solo fino a maggio – racconta Marta – poi dovrei lasciarla per i mesi estivi. E io dove vado con due figli?».
La situazione è precipitata quando a Marta è stato notificato lo sfratto. A quel punto trovare una nuova casa non era più solo una necessità: è diventata un’emergenza.
«Sono disoccupata ma posso permettermi di pagare – racconta – Ho la garanzia del padre di mio figlio, che può portare la sua busta paga».
Intanto, Marta ha anche fatto richiesta per un alloggio al Comune. «Potrei avere una casa in emergenza abitativa, ma solo da gennaio», dice. Nel frattempo, però, il suo timore è che, con un intervento dei servizi sociali, possa doversi separare, anche solo temporaneamente, dai figli. «Mia mamma ha vissuto una situazione simile – racconta – Fu sfrattata. In quell’occasione chiesi aiuto al Comune, che mi mise in contatto con gli assistenti sociali. Loro, però, potevano intervenire solo per i miei figli. Avrebbero trovato loro una sistemazione e poi me li avrebbero ridati quando io mi fossi sistemata. Dissi: “Grazie, fate finta che non sia venuta”. Non posso separarmi dai miei bambini, io vivo per loro», dice tra le lacrime.
Ieri mattina, però, Marta non ha potuto far altro che rivolgersi di nuovo al Comune, in cerca di aiuto. «Mi è venuta una crisi di pianto, sono disperata, non so più che fare – dice al telefono –. Non avrei mai pensato di arrivare a chiamare un giornale per chiedere aiuto. Io ho solo bisogno di un tetto. Non pretendo un alloggio dal Comune ma che mi aiutino a trovare una sistemazione».
In mattinata Marta è stata raggiunta al telefono dal sindaco Andrea Benini che, con l’assessore al sociale Alessandro Ricciuti, già conosceva la sua situazione. Dal Comune spiegano che al momento gli alloggi in emergenza abitativa sono circa 27 e che, come ulteriore risposta a situazioni di difficoltà, sono in costruzione 18 case popolari in via della Pace, primo intervento del genere da 20 anni a questa parte.
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