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«Bimbi strattonati, la custode se ne vada» I genitori furibondi davanti alla materna

Elisabetta Giorgi
«Bimbi strattonati, la custode se ne vada» I genitori furibondi davanti alla materna

Ieri mattina un presidio per chiedere un confronto con la preside. «I figli non vogliono più mangiare e tornare a scuola»

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Elisabetta Giorgi

GROSSETO. La protesta delle famiglie ha preso forma ieri davanti a una scuola materna di Grosseto. Erano le 9,30 circa quando una quindicina di genitori, preoccupati e furiosi, hanno chiesto un incontro urgente alla dirigente scolastica perché sia «rimesso al suo posto l’ex custode che ha lavorato lì per decenni». Al suo posto è entrata in servizio una nuova custode di cui le famiglie lamentano «una serie di episodi scomposti e fuori luogo, che nulla hanno a che vedere con il percorso didattico dei bimbi, che sono piccolissimi». La fascia d’età va dai tre ai sei anni. Qualcuno è andato a scuola in anticipo.

I genitori raccontano che i loro bimbi sarebbero stati da lei «strattonati, rimproverati anche con urla»; e che presi dall’ansia molti di loro non vogliono più tornare a scuola, vomitano, smettono di mangiare e di fare persino i loro bisogni. Una bimba ha dovuto ricorrere a uno psicologo. Ne sono nate contestazioni, Pec (posta elettronica certificata) una raccolta firme. E ieri mattina pure il presidio davanti ai cancelli della scuola. Il Tirreno non riporta i nomi di genitori, personale scolastico e bambini, per tutelare i minori coinvolti.

La petizione

La nuova collaboratrice scolastica al centro delle contestazioni si è insediata i primi di ottobre. Di lì a poco, il 18 ottobre, è partita una raccolta firme, sottoscritta in pochi giorni e all’unanimità dai genitori (una cinquantina in tutto) delle due sezioni della scuola materna. Le firme vengono inviate il 25 ottobre alla dirigente scolastica e per conoscenza al Provveditorato, al Comune e alla Provincia di Grosseto. In allegato c’è un testo in cui i genitori chiedono un incontro «sull’inaspettato e improvviso trasferimento del collaboratore scolastico precedente. La sua repentina assenza – è riportato – ha suscitato in tutti i bambini instabilità e disagio per aver perso il loro punto di riferimento sia a livello gestionale che affettivo». Una solida figura che per loro rappresentava una sicurezza, un “ponte” costruito con la fiducia tra le famiglie e le insegnanti. I genitori chiedono pure «un confronto con la dirigente per sapere i motivi del trasferimento e trovare una soluzione che combini le esigenze dell’amministrazione con i bisogni dei bambini». A questa Pec la dirigente ha risposto dopo quattro giorni. Glissando sull’appuntamento, ha spiegato che «l’assegnazione del personale ai plessi è di competenza del datore di lavoro», precisando che «non è possibile addivenire a una soluzione diversa da quella attuale» e che non era stato opportuno avvertire il provveditore.

I racconti

Da lì in poi, è soprattutto nei confronti della nuova custode che è montata la protesta, confluita in una serie di successive Pec indirizzate dai singoli genitori alla scuola e in alcuni casi al Provveditorato. Il 2 novembre Giulia scrive di un episodio successo il 29 ottobre. La sua bimba di 3 anni viene accompagnata in bagno dalla custode, la quale «non ritiene opportuno aiutarla a pulirsi con la carta igienica dopo aver fatto i bisogni (non era pipì). Tornata in classe, mia figlia è sporca e riferisce di non essere stata aiutata. La maestra giustamente – a detta della mama – richiama la custode, che riporta nostra figlia in bagno intimandole che non avrebbe dovuto raccontarlo all’insegnante e, dopo averla pulita controvoglia, le punta addosso la carta igienica, praticamente quasi al viso». La bimba ha raccontato tutto. E chiede di non essere portata più a scuola. «A casa non riesce più a fare colazione». I genitori vogliono «che la situazione sia risolta in modo rapido, perché – scrivono alla scuola – il benessere dei nostri figli vale molto di più di ogni vostra situazione di “gestione personale”, altrimenti ci metterete in condizione di agire in modo diverso». Si ventilano denunce.

Poi c’è Chiara, mamma di una bimba di due anni e mezzo, andata alla materna in anticipo. «Un giorno ho visto che la custode strattonava mia figlia per portarla in bagno: l’ha presa per un braccio e tirata. Ho scritto al provveditore. Non mi sento più di portarla a scuola». E Simona, anche lei mamma di una bimba di due anni e mezzo. «Un giorno mia figlia è andata in bagno, lì per lì non ha fatto i suoi bisogni. Poi tornata in classe se l’è fatta addosso. La custode l’ha sgridata facendola sentire sbagliata davanti alla classe. Ora la bimba, oltre a non voler più andare a scuola, non fa più colazione a casa per paura di dover andare in classe, piange come una disperata e non vuole più fare la pipì né a casa né a scuola, con grandi mal di pancia e bruciori. Prima di andare a scuola vomita».

E un padre. «Un giorno ho accompagnato la mia bimba a scuola e lei è salita su un muretto. Le ho detto di stare attenta, ma intanto è arrivata la custode che l’ha presa per un braccio, l’ha strattonata e le ha urlato in faccia». I genitori esprimono apprezzamento per le maestre, che si sono dimostrate attente e vicine alle famiglie e ai bisogni dei bimbi. Ieri mattina le famiglie hanno provato a incontrare la dirigente ma non ci sono riuscite. «Non ci ha nemmeno accolti, dimostrando il totale distacco da questa situazione, e ha dato appuntamento per l’8 novembre». Anche Il Tirreno ha tentato di parlarci: la dirigente ha fatto sapere di non avere «dichiarazioni da rilasciare».

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