Il Tirreno

Grosseto

SANITà: LA PROTESTA

Grosseto, l'allarme di trapiantati e dializzati: «L’Asl non ci ascolta»

Francesca Ferri
L'ospedale Misericordia di Grosseto (foto Agenzia Bf)
◗
L'ospedale Misericordia di Grosseto (foto Agenzia Bf)

Nessuna risposta per riaccorpare il centro nefrologico. Poi, sollecitata dal Tirreno, arriva una nota: «Impegno entro fine novembre»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Nessuna risposta. Non un messaggio privato, né una comunicazione ufficiale e pubblica. Niente. Dopo oltre un mese l’appello dei pazienti trapiantati di rene o sottoposti a dialisi per riavere il loro centro di nefrologia all’ospedale di Grosseto com’era in epoca pre-Covid, è caduto nel vuoto.

«Non ci hanno minimamente considerati e questo mi lascia basita», dice Patrizia Andreini, 51 anni, tre trapianti di rene subiti e un percorso di cura che, per lei e per gli altri pazienti della nefrologia, si è complicato a causa di una nuova “organizzazione” del centro di nefrologia.

In poche parole, le varie sezioni del centro – reparto, ambulatorio e centro dialisi – che fino all’inizio dell’estate erano concentrate in un’unica ala dell’ospedale al primo piano, sono state separate. Di conseguenza i pazienti, ma anche i medici e gli infermieri, sono costretti ad andare da un capo all’altro dell’ospedale e, nel caso del reparto di nefrologia, ad avvicinarsi al reparto di malattie infettive. Cosa che, per pazienti con le difese immunitarie debolissime o assenti, come sono i trapiantati di rene, è oltremodo pericoloso.

«Ci avevano promesso che il centro sarebbe riaperto dopo l’estate – dice Patrizia – e che la nuova “organizzazione” era solo momentanea, legata al Covid. Tutti gli altri reparti sono rientrati: solo la nefrologia è rimasta così». Per di più gli spazi rimasti nell’ambulatorio sono più angusti rispetto a prima. Tutte queste istanze Andreini le ha messe in una lettera inviata il 28 settembre all’Ufficio relazioni con il pubblico che l’ha inoltrata alla direzione dell’ospedale e a quella di nefrologia. Non avendo risposta, il 20 ottobre Patrizia ha rinnovato l’appello tramite Il Tirreno, rivolgendosi anche alla direzione aziendale. Ma non ha ricevuto riscontri. «Non ti senti né tranquillo, né tutelato – dice Patrizia –. Posso capire che con il Covid ci siano esigenze particolari, ma adesso questa scusa non regge più».

Ieri Il Tirreno ha sollecitato all’Asl una risposta. Questa la nota: «L’Azienda si scusa per il ritardo nella risposta dovuto alla situazione di cambiamenti organizzativi in atto, derivanti in parte dall’emergenza Covid non ancora terminata e dalla rimodulazione dei servizi in base all’andamento dei contagi, che ha necessitato l’ottimizzazione di alcune risorse e la temporanea revisione di alcuni assetti che sono stati momentaneamente accorpati ad altri settori. I cambiamenti non riguardano solo la Nefrologia quindi. La richiesta della signora è legittima e ragionevole, l’Azienda, insieme alla direzione della Nefrologia, si impegna per ridurre al minimo gli eventuali disagi, assicurando, al di là della location, la stessa attenzione e la stessa qualità dell’assistenza. In base alle prospettive, legate anche alla diminuzione dei casi Covid, la direzione di presidio conta quanto prima, verosimilmente entro la fine del mese, di ripristinare la destinazione originaria della degenza riportandola al piano primo adiacente alla dialisi, affinché le diverse attività tornino nell’area di originaria appartenenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.40879925:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40879925:1654855386/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa