Italia
Fermate l’iter per via Uranio Chiudere gli spartitraffico è solo una soluzione banale
Gori (M5s) avanza anche proposte per un miglioramento qualitativo Dai parcheggi alla pedonalizzazione, dalla velocità alla scuola
il dibattito
Stop immediato all’iter di modifica di viale Uranio. L’intervento di chiusura degli spartitraffico centrali di viale Uranio è finanziato al 50 per cento dalla Regione Toscana: un contributo di 75mila (150 totali) euro previsto dal Piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità; risorse che possono essere utilizzate meglio.
Viale Uranio non è una via normale. Essa è chiamata a soddisfare diverse esigenze di mobilità in un contesto particolare che la vede tagliare in due un’area polifunzionale la quale ha bisogno di tutto tranne che di ulteriori separazioni. Lì insistono aree residenziali, commerciali, attività ludiche, impianti sportivi, plessi scolastici, parchi e luoghi di culto. Se l’obiettivo è quello di garantire minori incidenti e maggiore sicurezza per chi si muove con un autoveicolo, chiudere gli spartitraffico è sicuramente la soluzione più semplice, economica, veloce. Ma, se oltre a garantire i soli conducenti di autoveicoli si ha l’intenzione di migliorare anche le condizioni di mobilità e la sicurezza di tutti gli altri cittadini, nonché la qualità di vita dei residenti in quell’area dalle grandi potenzialità, allora l’investimento da fare è completamente diverso e non può prescindere, da un lato, dalla conformità ai sette grandi obiettivi dell’Unione europea per la sicurezza stradale - uno su tutti, la protezione degli utenti vulnerabili della strada, ossia anziani, persone con disabilità, pedoni, ciclisti, conducenti di ciclomotori e motocicli - dall’altro, guardando al grande processo di transizione ecologica e digitale necessario per raggiungere una maggiore qualità di vita dei cittadini all’interno di un ambiente più sano e confortevole.
In questo contesto chiudere gli spartitraffico, oltre ad essere un intervento banale e non all’altezza della complessità del luogo in questione, è anche contrario alle direttive internazionali sulla mobilità urbana che prevedono una sensibile riduzione della velocità e del numero autoveicoli in circolazione.
M5s ha progetti e idee che riguardano la mobilità del futuro e si rivolge direttamente ai residenti di Barbanella, nonché ai referenti del comitato per supportare i residenti durante i colloqui con l’amministrazione ed arricchire così i punti di vista, nonché dare maggiori garanzie ed opportunità a tutti.
Oltre al decongestionamento del traffico veicolare pesante, dobbiamo intervenire con un approccio integrato, pensando a tutte le aree e le funzioni del quartiere e non soltanto con interventi spot sul solo manto stradale. Quattro sono i passi da seguire durante la progettazione di quello che è definibile un “microcosmo urbano vivibile”: meno parcheggi a rotazione e più parcheggi ad uso esclusivo dei residenti, dei lavoratori o del commercio; pedonalizzazioni low cost immediate e sperimentali, nonché evitare di utilizzare le vie di quartiere come alternativa alle vie di scorrimento veloce; rovesciare la gerarchia classica portando al primo posto la mobilità delle persone e non delle auto attraverso l’adozione di specifiche misure come ad esempio intere aree con il limite di 30 km/h o la precedenza continua ai pedoni negli incroci; infine, la costruzione di qualche opera infrastrutturale minore necessaria per calmierare il traffico come i manti stradali in pietra, restringimenti di carreggiata, incroci con platee rialzate, porte di ingresso al quartiere, marciapiedi più grandi. E la soluzione al problema scuola è impegnare il Comune ad utilizzare il Piano dei tempi e degli orari. Ma prima di tutto occorre fermare l’iter attraverso il dialogo con l’amministrazione ed eventualmente lasciare che sia il consiglio ad approvare una delibera di indirizzo che permetta Barbanella di avere la prima living street della città.
Giacomo Gori
capogruppo M5s
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
