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Ora esiste un comitato per tutelare il prestigio della storia mineraria

Ora esiste un comitato per tutelare il prestigio della storia mineraria

È stato intitolato all’attivista “battagliero” Lido Santini  Tra i primi obiettivi il recupero del sito di Fenice Capanne

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MASSA MARITTIMA. Si è costituito a Massa Marittima sotto le logge dell’antico palazzo delle Armi il comitato “Lido Santini”, primo passo verso il recupero della testimonianza storica del passato minerario dell’ottocentesco sito di Fenice Capanne.

A spingere i sottoscrittori alla nascita del comitato è stato il crollo del castello in legno del pozzo Carlo, nel piccolo borgo minerario che lo scorso settembre è collassato spazzando via un altro dei ricordi, seppur ricostruito qualche decina di anni fa, dell’attività estrattiva delle Colline Metallifere.

Il crollo si portò dietro un moto di protesta di numerosi cittadini massetani che si sono trovati ad assistere impotente a un ulteriore pezzo di storia mineraria che si perdeva per la mancanza di cure e attenzione con il rischio di subire altre cancellazioni dell’identità comunitaria.

«Per sollevare le coscienze e focalizzare l’attenzione su questo lento degrado – spiegano Giacomo Vinciguerra e Franco Priami per conto del comitato – a inizio ottobre è stata inviata una lettera alla direzione del Parco archeologico minerario, firmata da quaranta cittadini, a cui è seguita, ed è ancora attiva, una petizione sulla piattaforma Change.org che al momento conta oltre 200 adesioni. Allo scopo di dare attuazione agli obiettivi e alle richieste avanzate nella lettera si è quindi costituito il comitato dedicato a Lido Santini, un cittadino massetano che nel corso della sua vita si è battuto costantemente per salvaguardare il patrimonio culturale minerario che rischiava di andare perduto e che quindi è stato determinante per la realizzazione del Parco minerario».

Il neonato gruppo si attiverà quindi in difesa della memoria mineraria di Massa Marittima e del circondario cercando di seguire l’esempio proprio di Lido Santini «sperando di poter essere accompagnati – concludono Vinciguerra e Priami - da quei giovani che avranno il sempre più arduo compito di salvaguardare il grande bene pubblico rappresentato dal patrimonio minerario delle Colline Metallifere». La speranza del comitato è quella che l’unione – in questo caso più che mai – possa davvero fare la forza. E che si riesca quindi ad arrivare a una valorizzazione dei siti minerari e della loro storia. Che può essere affascinante per le generazioni future.

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