Il Tirreno

Grosseto

il caso nel centro storico 

Sfiorato da un palo di ferro «È stato lanciato dalle mura»

T.S.
Sfiorato da un palo di ferro «È stato lanciato dalle mura»

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GROSSETO. «Potevo morire. E non è un modo di dire. Se quel palo mi avesse preso in testa, ora probabilmente si starebbe celebrando il mio funerale». Stava passeggiando attorno alle mura, nel centro storico della città, venerdì pomeriggio, quando ha sentito un forte rumore appena dietro di lui. Francesco Tarsi si è voltato e «ho visto che a pochi centimetri era caduto un palo di ferro molto pesante. Un passante, dietro di me, mi ha detto che mi ha praticamente sfiorato».

Francesco ora tira un sospiro di sollievo, ma al tempo stesso si dice preoccupato. «A quanto pare, qualcuno si diverte a lanciare oggetti in strada dalle mura. E questa cosa mi spaventa. Perché se è la nuova moda, presto potrebbero esserci le prime persone ferite. E magari anche una vittima». Nella mattina di ieri, Tarsi si è recato negli uffici della polizia municipale per sporgere denuncia. E insieme agli agenti ha visionato le riprese delle videocamere di sorveglianza che guardano dall’alto il cuore della città. «Si vede chiaramente – racconta – che alle 18,53 due ragazzi sradicano un palo, nelle vicinanze della Sala Eden, sopra le mura, e poi lo scagliano verso la strada. E naturalmente si vede anche il mio passaggio, appena in tempo per non essere colpito».

Le forze dell’ordine eseguiranno ulteriori accertamenti per risalire all’identità dei vandali pericolosi. Intanto, Francesco si dice «sconvolto da quanto accaduto. Sporgere denuncia mi sembra il minimo, anche perché questa cosa deve finire subito. Mi auguro vivamente che si sia trattato di un episodio isolato e che non accada di nuovo in futuro. Un oggetto pesante come un palo di ferro, lanciato dall’altezza delle mura, se colpisce in testa una persona può ucciderla. E non è ammissibile pensare che si possa rischiare la vita passeggiando in centro».

Tarsi, il palo che ha rischiato di colpirlo ha deciso di raccoglierlo e farlo vedere alle forze dell’ordine come testimonianza. «Credo che sia giusto che le persone siano a conoscenza di quanto mi è accaduto – conclude – perché, magari, d’ora in avanti la gente starà più attenta. Spero che quei vandali vengano puniti».

T.S.

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