Sicurezza
Luoghi e orari delle messe per Tutti i santi e i Defunti
Grosseto. Giorni particolari per tutta la comunità cattolica. Domani Tutti i santi, il 2 novembre il ricordo dei Defunti.
Domani il vescovo Giovanni Roncari presiederà, alle 11, il Pontificale nella cattedrale di Grosseto, poi alle 18 celebrerà nel Duomo di Orbetello. Al cimitero di Sterpeto la messa sarà alle ore 9.15, mentre alle 16 avrà luogo un momento di preghiera all’esterno della cappella, da dove poi sacerdoti si recheranno nelle varie zone del cimitero per benedire le tombe. Al cimitero della Misericordia messa alle 15.30 presieduta dal cappellano don Ivano Rossi. La sera del 1 novembre il cappellano del cimitero di Sterpeto, don Mirko Scoccati, invita ad un gesto di preghiera domestica per i defunti accendendo un piccolo lumino in casa. L’appuntamento è per le 21.30, quando suoneranno le campane della cappella del cimitero.
Martedì alle 9 il vescovo Giovanni sarà al cimitero di Sterpeto dove presiederà la messa in suffragio dei defunti alla presenza delle autorità civili e militari, mentre alle 15.30 celebrerà la messa al cimitero di Pitigliano. Al cimitero di Orbetello, don Luca Caprini, vicario generale della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, celebra la messa alle 11, al quadrante dei trasvolatori, alla presenza delle autorità. Al cimitero di Sterpeto messa anche alle 16. 30, presieduta dal cappellano don Mirko. Al cimitero della Misericordia messe alle 9.30, 10.30, 15.30, celebrata dal vescovo emerito Rodolfo Cetoloni; e fine alle 16.30.
Ognissanti è una festa antichissima, che affonda le sue origini nei primordi del cristianesimo, quanto i cristiani iniziarono a commemorare l’anniversario della morte dei martiri nel luogo del loro martirio. Il 2 novembre la Chiesa commemora tutti i defunti. Nella persecuzione di Diocleziano il numero dei martiri fu talmente elevato che non fu possibile assegnare un giorno a ciascuno di essi; fu scelto un giorno comune per tutti. Fu con papa Gregorio IV (827-844) che la celebrazione di tutti i santi fu fissata al 1 novembre grazie ad un decreto di Ludovico il Pio.
«In queste giornate – commenta il vescovo Giovanni – siamo messi, come credenti, davanti al dono e al mistero della nostra vita e, di conseguenza, della morte, che non ne è l’antitesi, ma il passaggio supremo. Oggi fatichiamo, spesse volte, a vivere in pienezza e rifuggiamo tutto ciò che “odora” di morte, ma come cristiani è un atteggiamento che non può appartenerci: la morte deve trovarci mentre con passione viviamo e mettiamo a frutto il meglio di noi stessi, sapendo che ci attende l’eternità, che non è un concetto astruso, men che meno consolatorio: è l’orientamento della nostra esistenza in Dio. Ecco perché è importante la celebrazione del 1 novembre, perché ci ricorda che tutti possiamo essere santi, cioè compiutamente felici perché Cristo ci ha resi tali. Ed ecco perché è importante la visita ai cimiteri, che possiamo tornare a fare nel rispetto delle norme anticovid, perché la memoria di chi ci ha preceduti ci aiuti ad orientare bene lo sguardo sull’essenziale della nostra esistenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
