Il dolore
Ingegno e determinazione «Così mi sono reinventato, tra sussidi e aiuti inesistenti»
Periodo tremendo delle chiusure obbligatorie e tante preoccupazioni «Ho voluto salvaguardare i lavoratori, chiedendo loro uno sforzo»
il racconto
Perdite da capogiro, reinventarsi è la soluzione.
I 20 mesi di chiusura del Faq hanno reso necessario – per Aldo Giuliani – aprire altre attività, così come dare nuove mansioni al suo personale per non lasciarlo completamente a casa.
Quando in tutta Italia, tra l’altro, molti locali hanno chiuso definitivamente e altri provvisoriamente, decidendo di aspettare la fine delle restrizioni. «La difficoltà principale – sottolinea Giuliani – è stata sostenere più di 100mila euro di spese per 20 mesi chiuso, senza ricevere alcun aiuto considerevole. Ci hanno messo da una parte e ci hanno dimenticato. E non sto parlando di mancato incasso, sto parlando proprio di rimessa di tasca mia per mantenere gli affitti del locale, le utenze, i finanziamenti per le ristrutturazioni. Io tutti i mesi avevo delle uscite astronomiche nonostante fossi chiuso. E ho ricevuto delle miserie come sussidi finché c’era Conte, mentre con Draghi proprio zero. Io l’anno scorso – dice ancora l’imprenditore del mondo della notte – avevo anche un ristorante sul mare. E lì la crisi non è stata sentita, anzi, c’è stato un incremento del lavoro. E per fortuna non avevo più il locale a Porto Ercole, quello fortunatamente lo avevo lasciato nel periodo pre-Covid. Per non parlare poi di leggi assurde. Ad esempio penso che, a costo di essere cinico, abbiamo affrontato due anni di pandemia drammatici per salvaguardare le categorie più colpite come gli anziani. Hanno chiuso i locali dove vanno i giovani ma hanno lasciato aperti tutti i posti dove vanno gli anziani. Una capienza normale di una discoteca è rappresentata da 1, 20 metri a persona. Con le limitazioni Covid c’è un metro a persona, quindi paradossalmente con la capienza anti-Covid potrei mettere dentro più gente che quando faccio la discoteca normale». Per un imprenditore spesso è necessario reinventarsi. Cercare nuove strade. Setacciare il proprio settore alla ricerca di idee innovative. Ed elaborare, eventualmente, come poterle mettere in pratica.
«Ho avviato un’altra attività per cercare di sopravvivere – aggiunge – Si chiama “Maremma on the Road”. Ho acquistato cinque furgoncini camperizzati vintage, da noleggiare ai turisti per fare i giri della Maremma. In qualche modo dovevo continuare a vivere, quindi ho preso una licenza di noleggio senza conducente. È volta alla valorizzazione del nostro territorio, con percorsi itineranti che si possono fare in van girando i vari posti della provincia». E un occhio di riguardo anche per i propri dipendenti.
«Ho cercato di mantenere come lo scorso anno chi era a lavoro qui – conclude Giuliani – chiedendo ai ragazzi se avevano voglia di reinventarsi con me. Ho cercato di tenere lo staff. Poi quando abbiamo riaperto il Faq sono tornati tutti a lavoro qui. Ho cercato di tutelarli. Ma ora,con sole due sere, a settimana è difficile».
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