Gioco
Grosseto, "Caso-Pizzuti": la presa di posizione dei Riformisti
Pieno appoggio all'ex candidato sindaco, e opposizione all'amministrazione comunale. Ma senza "guerre"
GROSSETO. «Un rapporto critico e antagonista» con la maggioranza, e non un salto sulla carrozza trionfante di Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Parola della coalizione. Così i "Liberali, riformisti e socialisti", che dopo qualche giorno dedicato alla riflessione collettiva decidono di pronunciarsi ufficialmente e unitariamente rispetto alla posizione politica che il suo candidato sindaco, Valerio Pizzuti, assumerà in consiglio comunale. Pizzuti infatti, nominato "a sorpresa" vicepresidente del consiglio stesso dalla maggioranza di centrodestra e contro l’indicazione del gruppo di opposizione più ampio (Pd, M5s, Grosseto città aperta) è stato fortemente (e pubblicamente) sospettato dall’opposizione stessa di aver fatto a tempo di record il cambio di campo, per appoggiare il sindaco che pure Pizzuti tanto aveva bacchettato in campagna elettorale. «Liberali, riformisti e socialisti hanno ben chiara la loro missione», scrive ora la coalizione in una nota. «Governeremo dall’opposizione. Cercheremo di non perdere di vista, innanzitutto, il bene collettivo, la visione di una città che cambia, l’interesse collettivo rispetto a quello di parte e, tanto più, a quello personale. Il mandato che Valerio Pizzuti ricoprirà nell’incarico di vice presidente del Consiglio Comunale avrà queste caratteristiche. Sarà un rapporto critico e antagonistico, senza pregiudizi di alcun tipo, ispirato, sempre al bene della comunità».
Chiarito il punto, ecco l’inevitabile "ma". Che, par di capire nell’articolata riflessione, significa prefigurare un’opposizione propositiva e non pregiudiziale e soprattutto richiedere pari peso e dignità nel centrosinistra grossetano. «Ma oggi è già domani», prosegue infatti la nota. «L’iniziativa di Liberali, Riformisti e Socialisti non si limiterà a seguire un’agenda dettata da una maggioranza di cui non condividiamo, non abbiamo riconosciuto e non riconosciamo il modello di governo. Gli anni trascorsi hanno peggiorato Grosseto e dobbiamo fare in modo che quelli che verranno siano diversi e migliori. Il progetto politico amministrativo e la visione di città e territorio che abbiamo sono alla base del lavoro unitario avviato durante la campagna elettorale e che continuerà in questi anni tra la popolazione e in consiglio comunale. La semplicistica definizione di "opposizione", in questo quadro è limitante. Noi proporremo idee, valori, modalità, riforme nel metodo e nel contenuto, perché non classifichiamo quelli che non ci hanno votato come nemici, ma continueremo a sfidarli su contenuti innovativi e migliorativi. La campagna elettorale è finita. Lo diciamo al sindaco, ma lo diciamo anche a chi siede con noi nei banchi di minoranza. È finita. E non esistono forze politiche più capaci, consiglieri più rappresentativi solo perché espressione di partiti auto definiti più importanti. Siamo tutti chiamati a servire il popolo, in egual misura, senza primati, senza, soprattutto, l’arroganza di un potere astratto. Misuriamoci sulle cose e a rendere vero il significato più alto della parola composta: bisogni. Vorremmo che dai banchi del Consiglio si levasse alta la voce migliore della nostra città. In questo saremo impegnati dentro e fuori gli organismi. I tre grandi temi che abbiamo declinato nel nostro programma restano i capisaldi: far crescere un’economia nuova che valorizzi la presenza e l’attrazione delle intelligenze e delle capacità; ricostruire una rete per la salute della popolazione recuperando efficienza e eccellenza; ripensare l’ambiente e il verde dei centri abitati e in particolare del capoluogo e valorizzare il Parco della Maremma». Liberali, Riformisti e Socialisti ribadiscono dunque (anche per smentire le voci di malumori interni) che «Valerio Pizzuti sarà la nostra voce in Consiglio Comunale». La voce di un progetto, chiosano, che «è iniziato e crescerà nel Comune di Grosseto cercando un rapporto paritario con le forze del centro sinistra ed elaborando una strategia condivisa a iniziare dalle prossime elezioni provinciali».
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