Toscana
Castel del Piano ricorda Fiora Bonelli, così l'Amiata ritrova la sua "voce"
Istituzioni di oggi e di ieri, colleghi della scuola e de Il Tirreno, ex allievi, amici, familiari: l’abbraccio alla prof. giornalista
CASTEL DEL PIANO. «Una cara amica, una brillante giornalista, una storica professoressa. Una "ciola" verace, tenace, come noi». È stato un fedele, affettuoso ricordo di Fiora Bonelli quello che Moreno Filoni, voce dei Cardellini del Fontanino, a sorpresa ha portato nel pomeriggio di venerdì 29 ottobre a Castel del Piano, per l’evento in memoria della storica corrispondente del Tirreno, già amatissima insegnante del liceo scientifico Fermi di Castel del Piano, scomparsa nel 2020 a 75 anni. La sala consiliare, gremita, si è emozionata fino alle lacrime quando Filoni e altri cardellini hanno intonato "Siamo venuti a fa’ ’na serenata" di Morbello Vergari, dedicandola all’amica: «Che i nostri canti ti arrivino e ti facciano sorrider come quando ci ascoltavi», ha detto Filoni.
L’appuntamento è stato voluto dal fratello di Fiora, Renzo Bonelli, e coordinato dall’assessorato alla cultura del Comune di Castel del Piano, che ha dato il suo patrocinio. Ex allievi, ex colleghi, istituzioni, ex amministratori e amici hanno riempito la sala e condiviso aneddoti e ricordi. L’incontro è stato aperto dal sindaco Michele Bartalini, che ha ricordato l’impegno di Fiora come giornalista, la correttezza professionale e il suo amore per la montagna. L’assessore alla cultura Renzo Rossi ha poi coordinato gli interventi. Il professor Giuseppe Ciri, socio fondatore e consigliere della Società Filosofica Lucchese, il "preside poeta" di Lucca, originario di Seggiano, ha ricordato la lunga amicizia con Fiora e le ha dedicato l’ultima strofa di "Meriggiare pallido e assorto" di Eugenio Montale.
La professoressa Ave Marchi, presidente della Fondazione Paolo Cresci, con Fiora è stata matricola dell’università a Pisa, alla facoltà di lettere moderne, nel 1964, e ha condiviso gli anni della formazione da insegnante, il precoce ingresso a scuola della giovanissima insegnante e quello che Mario Mirri, da lei citato, definisce "l’impegno di una generazione" di docenti. «Sia io che Fiora - ha ricordato - al terzo anno avevamo già finito tutti gli esami, anche quelli del quarto. E poiché c’era un gradissimo bisogno di insegnanti, entrambe, già al terzo anno di università, cominciammo a insegnare». Non si contano gli amiatini che l’hanno avuta come insegnante. Il fratello Renzo ha ricordato che spesso, finite le lezioni a scuola, Fiora apriva le porte di casa sua ai suoi studenti. «La sua non era la scuola dove vedevi il professore in cattedra la mattina, e poi lo rivedevi il giorno dopo, sempre lì. Lei se li portava a casa i suoi allievi».
Un paio di loro erano venerdì 29 ottobre in sala consiliare. «Di solito agli studenti stanno simpatici i prof che non richiedono troppo impegno», ha ricordato Roberto Badini. «Lei invece era una prof che ci stava simpatica anche se l’impegno ce lo chiedeva eccome». Laura Fazzi è stata una dei "pionieri", la prima classe del neonato liceo Fermi a diplomarsi. "Era l’anno scolastico 1969-1970", ha ricordato. Da lì, poi, la nascita di una grande amicizia. Un’insegnante speciale è stata, però, soprattutto per la nipote Emma, 17 anni, che dopo la nonna ha perso anche la mamma: «Per voi è stata un’insegnante di scuola, per me è stata un’insegnante di vita. Oltre la cultura, aveva la dolcezza di una donna formidabile. A me ha lasciato la forza di andare avanti». Storica, affamata di tradizioni e folklore della sua terra, Fiora Bonelli ha condotto studi sull’Amiata e la sua gente, lasciando un inestimabile contributo alla conoscenza della montagna. L’ultimo regalo è la guida "L’Amiata incantata" edito da Effigi, casa editrice dell’amico Mario Papalini. Che venerdì 29 ottobre, senza riuscire a trattenere le lacrime, l’ha definita «la voce dell’Amiata». Con il suo lavoro di giornalista, Fiora sapeva infatti ascoltare tutti. Sindaci e imprenditori come semplici cittadini. Un lavoro quotidiano, con quel quotidiano che è Il Tirreno, la cui corrispondenza dall’Amiata aveva ereditato dal padre Alberto. Ha ben ricordato l’ex sindaco Claudio Franci come entrambi i Bonelli, sul Tirreno, abbiano fatto conoscere l’Amiata e le sue istanze, dando voce agli abitanti e facendo emergere una comunità che altrimenti faticherebbe a farsi sentire. Franci ha citato la battaglia per l’ospedale di Castel del Piano, le cronache dai pascoli in difficoltà. Ma sono solo alcuni degli argomenti sui quali la penna di Fiora Bonelli non ha mai smesso di scrivere. Un lavoro senza sosta, appassionato, puntuale. Un fiuto per le notizie impressionante. Una rete di contatti, cresciuti nella stima di una giornalista rigorosa, che faceva di Fiora una corrispondente capace di spaziare dalla cronaca alla cultura, dall’economia agli spettacoli. È il ritratto di Fiora Bonelli fatto da Francesca Ferri, redattrice del Tirreno, che ha portato il saluto di tutto il giornale descrivendo una collega curiosa di quello che le accadeva intorno, capace di trovare notizie da prima pagina nei borghi più sperduti e di raccontarle con maestria. Come quando, il 18 ottobre 2019, la rockstar Mika, chiamato a ricoprire la carica del direttore del Tirreno per un giorno, tra tutte le notizie da ogni angolo della Regione, per il titolo del giorno scelse proprio una storia scoperta da Fiora, quella dell’amiatina Veronica Bindi, finita a lavorare alla Nasa e coinvolta nel progetto che porterà in futuro la prima donna sulla Luna. Una di quelle notizie di giovani amiatini vincenti che Fiora amava scrivere sopra ogni cosa. L’assessore alla cultura Renzo Rossi ha espresso l’augurio che il lavoro di Fiora non si interrompa e ha proposto di fare del 29 ottobre un appuntamento fisso, punto di partenza per continuare le ricerche da lei intraprese. Ha chiuso l’incontro il fratello Renzo. Che, ricacciando indietro le lacrime, ha regalato anche un ritratto più intimo della sorella, raccontandone la passione per la musica folk e le serate passate insieme: «Io che suonavo la chitarra e cantavo e lei che ascoltava». E ha recitato una canzone a lei dedicata.
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