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Attacco fulmineo del predatore Uccise tre pecore e tre agnelli

Ivana Agostini
Attacco fulmineo del predatore Uccise tre pecore e tre agnelli

L’allevatore Mattei di Preselle aveva lasciato il gregge per non più di 30 minuti Quattro ovini morti anche in un’azienda di Fonteblanda. L’appello del comitato

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Ivana Agostini

scansano. Non si fermano gli attacchi dei predatori alle greggi. Dalla pianura alla collina non c’è pace per gli allevatori che ogni giorno devono fare i conti con le pecore uccise dai predatori. Ultimamente, a farne le spese, sono stati due allevamenti: l’azienda di Fonteblanda La Marta di Gabriele Massetti che ha avuto la visita dei predatori per due giorni consecutivi. Sul pascolo sono rimaste uccise quattro pecore e altrettante sono rimaste ferite. I predatori hanno colpito anche nella zona di Scansano, in località Preselle, nell’azienda di Franco Mattei. Nel suo allevamento gli ovini adulti morti sono stati tre a cui si sono aggiunti tre agnelli.

«Faccio questo lavoro da sempre – commenta Mattei – ma nessuno, quando ho iniziato mi aveva detto che uno dei rischi del mestiere sarebbe stato il lupo o i predatori. Sono davvero disgustato da tutto quello che sta accadendo al nostro settore e ho la sensazione che fra dieci anni trovare il latte per fare il pecorino Dop toscano sarà un problema, almeno nella nostra zona. Gli allevatori stanno scomparendo. Qui nella mia zona sono rimasto solo io. Non solo diminuirà il latte, ma anche un presidio sul territorio oggi garantito proprio dagli allevatori».

Mattei ha 60 anni e risocnosce: «Sono arrivato alla fine della mia carriera di allevatore». Ma quale futuro c’è per chi vuole continuare? «Siamo nel distretto rurale d’Europa – aggiunge – l’agricoltura e l’allevamento sono i nostri fiori all’occhiello ma nessuno fa nulla per tutelare la nostra professione, anzi, sembra che a nessuno importi del futuro del settore». Nella sua azienda Mattei ha realizzato un vero bunker per ricoverare le pecore durante la notte: una rete alta oltre due metri e un impianto di videosorveglianza. Non ha cani da guardiania perché la sua azienda è vicina a un percorso frequentato da madri che passeggiano con i bambini e non vuole correre rischi.

Quando porta le pecore al pascolo, le presidia personalmente. Venerdì le ha lasciate sole dalle 11, 30 alle 12. In mezz’ora il predatore ha colpito uccidendone sei. «Sono rimasto stupito dalla rapidità in cui tutto è avvenuto. Alle 12 ho notato che avevano qualcosa che non andava e poi ho capito perché. Il primo effetto, oltre ai capi uccisi, è stata la diminuzione del latte».

«Dinanzi a tante perdite – commenta la presidente del comitato Pastori d’Italia Mirella Pastorelli – voglio ricordare alla politica che i tempi stringono. Le nostre aziende sono sul baratro. Ormai sono giorni che gli allevatori, come per esempio, Luigi Farina, a Fonteblanda, si vedono costretti a presidiare il loro gregge. Quanto potranno continuare a vivere così? Sarebbe opportuno che la Regione Toscana destinasse i fondi per pagare il personale che di notte presidia gli allevamenti. E chiediamo una soluzione per lo smaltimento delle carcasse».

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