Il dolore
Macché “macchinette” Noi abbiamo il flipper e giochiamo a briscola
Seggiano è il comune dove si è giocato meno
i virtuosi
Non batte ciglio Daniele Rossi, sindaco del comune mignon di Seggiano, quando consulta i dati dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (Aams) che mettono nero su bianco quanto i suoi concittadini siano virtuosi: il piccolo municipio, terra di un olio pregiatissimo ottenuto dall’Olivastra Seggianese, è all’ultimo posto nella classifica dei 28 comuni della provincia di Grosseto per somme impiegate nel 2020, nel gioco d’azzardo, sia pro capite che totale, ovvero su tutto il Comune: 59 euro spesi a cittadino (è la media, ovviamente, e “tutta” su rete telematica, zero su rete fisica), 50mila euro complessivi.
«Quanto hanno giocato i seggianesi – chiede conferma il sindaco – nel corso del 2020? 59 euro a testa? Direi che mi sembra sempre tanto. Certo è – aggiunge tra il serio e il faceto – che io non ho contribuito» alla raccolta.
Chiacchierando con il sindaco si scopre che in paese ci sono due bar: in uno le classiche macchinette mangia-soldi non ci sono, per scelta del titolare; nell’altro, quello in fondo al paese, c’erano ma sono state sostituite, anche in questo caso per libero atto di volontà dell’esercente; da cosa sono state soppiantate le slot? «Da un bel flipper con le biglie – dice soddisfatto il sindaco – E in quel bar non c’è solo il flipper ma anche il jukebox; ah, il jukebox, oggetto-gioiello, ormai, chi l’ha mai più rivisto altrove? Insomma i seggianesi non hanno bisogno di impiegare il tempo con lotterie e gettoni, sia fisici che virtuali. Questo non significa che il paese non ami il gioco. «Al bar si gioca ancora a briscola – rivela il sindaco – a tressette, scala quaranta. E confesso che qualche scala quaranta, ogni tanto me la faccio anch’io».
G. M.
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