Il Tirreno

Grosseto

monte argentario 

Consiglieri all’attacco «Delusi dal sindaco e dal presidente»

A. C.

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MONTE ARGENTARIO. «Delusi dagli atteggiamenti del sindaco e del presidente del consiglio comunale». Il gruppo Argentario Insieme, formato dai tre consiglieri di maggioranza Cecilia Costagliola, Azelio Bagnoli e Michele Vaiani, va all’attacco dopo l’ultimo consiglio comunale.

Al centro la questione della surroga e la convocazione dell’assise, ma non solo. «L’intenzione del sindaco Franco Borghini – dicono – di voler addossare a noi responsabilità per il mancato corretto funzionamento della macchina amministrativa denota un comportamento pretestuoso dovuto soprattutto al tentativo di nascondere l’opinabile gestione e organizzazione del palazzo comunale. E per distogliere l’attenzione dei cittadini dalle scelte fatte in passato che hanno portato a un’immobilità del promontorio. La nascita del nostro gruppo nella maggioranza ebbe come primo scopo quello di voler stimolare l’amministrazione al raggiungimento degli obiettivi previsti nel programma elettorale per i quali i concittadini ci hanno votato. E per cercare di placare i malumori nella maggioranza che tutt’oggi esistono ma che i colleghi non hanno il coraggio di esternare, forse per timore reverenziale nei confronti del sindaco. Altrettanto discutibili – proseguono – le dichiarazioni con le quali, nell’ultimo consiglio, il sindaco insinua di nostri incontri avvenuti con la minoranza mirati a pianificare chissà quale “golpe”. Da qui si evince il tentativo provocatorio del sindaco, nonché la sua volontà di tenerci a distanza senza tener conto che il nostro fine è solo quello di attuare il programma. Non da meno e il comportamento del presidente del consiglio comunale, che non solo non ha risposto al nostro nullaosta alla surroga del 6 settembre, ma ha assunto un atteggiamento controverso su una serie di scadenze connesse alla surroga, dimenticando che il suo ruolo deve essere “super partes” e garante del rispetto delle regole del funzionamento dell’assise. Tale condotta pretestuosa ha determinato tra le varie cose la soccombenza del Comune al Tar. Abbiamo espresso la nostra delusione in consiglio poiché eravamo convinti, sbagliando, che almeno il presidente riuscisse a svolgere il proprio ruolo obiettivamente e senza condizionamenti. A questo punto i comportamenti del sindaco e del presidente ci costringono a fare una scelta: sostenere unicamente il programma condiviso in campagna elettorale». A. C.

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