Il Tirreno

Grosseto

il caso nel 2017  

Quando i dem non votarono e gli avversari scelsero Ciro

F.F.

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GROSSETO. Non è la prima volta che a Grosseto il vicepresidente del consiglio comunale – carica che di norma viene espressa dalla minoranza – venga eletto con i voti della maggioranza. E, scherzo del destino, è capitato più o meno con gli stessi protagonisti di oggi: Ciro Cirillo e la maggioranza del sindaco Vivarelli Colonna.

Era il febbraio 2017 quando, a un anno dall’insediamento dell’amministrazione di centrodestra, l’allora consigliere del M5s Emanuele Perugini si dimise e lasciò vacante la carica di vicepresidente, che ricopriva.

Il 23 febbraio il consiglio comunale fu chiamato a votare il suo successore. Cirillo nei giorni precedenti si era reso disponibile, convinto di poter ottenere anche qualche voto dalla maggioranza.

Ma la sua candidatura – raccontano le cronache dell’epoca – fu osteggiata da «qualcuno (in alto)» del Pd. Alla fine Cirillo fu votato dai consiglieri della sua coalizione Carlo De Martis e Marilena Del Santo (allora lista Lorenzo Mascagni) e dal centrodestra, mentre si astenne il M5s.

Insomma, oggi si scandalizza se il centrodestra ha eletto Valerio Pizzuti vicepresidente, ma appena quattro anni fa fu grazie al decisivo apporto di voti del centrodestra se il Pd guadagnò la vicepresidenza.

«Quel Partito democratico fatto di spifferi e correntine non esiste più – dice oggi il segretario comunale Simone Baricci –. Stavolta la candidatura di Cirillo era totalmente sostenuta dal nostro gruppo». F.F.

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