Il Tirreno

Grosseto

L’APPELLO 

«Meraviglie privatizzate Mobilitarsi per dire no»

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grosseto. Da Cala di Forno alla Diaccia Botrona, pezzi rilevanti di alcuni paradisi naturalistici della Maremma potrebbero presto essere acquisiti da privati. Silvano Brandi, cittadino grossetano da sempre impegnato sul fronte della difesa dei beni comuni, non ci sta e lancia un appello alla mobilitazione.

«In questi giorni – scrive Brandi – si è letto che la Provincia svende la Diaccia Botrona, Patrizio Bertelli, mister Prada, ha comprato per 18, 4 milioni di euro) il paradiso di Cala di Forno, nel Parco della Maremma: torri medievali e poi medicee, dogana granducale, bosco, case coloniche e accesso alla spiaggia. I vincoli impediscono di fare resort di lusso o piste per elicottero (motivo per cui un oligarca russo ha rinunciato all’acquisto), ma è un fatto che chi possiede la tenuta può rendere difficile, in barba alla legge, l’accesso alla spiaggia. Che è naturalmente demaniale e che si raggiunge da terra solo con una strada privata, ora per esempio sbarrata con la scusa del Covid. Per questo c’è bisogno di attivare un movimento di associazioni e cittadini che convergano per dare battaglia e interrompere l’ennesimo scempio della ormai nota barbarie verso i beni pubblici, chiamata privatizzazione. L’obbiettivo è raccogliere le firme perché il ministero della cultura eserciti il suo diritto di prelazione e compri almeno gli edifici storici, e blocchi la svendita della Diaccia Botrona».



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