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POLITICA: LO SCENARIO

Grosseto, il consiglio comunale è una polveriera: Pizzuti nel mirino del Pd

Francesca Ferri
Una parte dei consiglieri del Partito democratico (FotoAgenziaBF)
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Una parte dei consiglieri del Partito democratico (FotoAgenziaBF)

Il candidato del Polo riformista diventa vicepresidente soffiando la poltrona al dem Cirillo: la reazione stizzita dei democratici

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GROSSETO. Se la maggioranza è alle prese con il caso Cerboni, altrettanto turbolenta è l’aria che tira nella minoranza. Le dichiarazioni rese al Tirreno - giovedì 28 ottobre - da Valerio Pizzuti non piacciono affatto al Partito democratico. «È falso affermare di aver saputo solo all’ultimo minuto che il Pd candidava Ciro Cirillo come vicepresidente del consiglio comunale. A Valerio Pizzuti, che è un amico, gliel’ho detto io stesso, ed era lunedì pomeriggio», dice il segretario comunale dei democratici, Simone Baricci. Come noto, Pizzuti, consigliere unico del Polo liberale, martedì 26 ottobre ha agguantato con destrezza la vicepresidenza - si è candidato alla carica all’insaputa perfino della sua coalizione, composta da Italia Viva, Azione e Psi - e soffiandola a Ciro Cirillo del Pd, grazie ai voti della maggioranza di centrodestra, giustificando il gesto con il fatto di non essere stato coinvolto dal resto dell’opposizione nella candidatura di Cirillo ma averlo saputo solo lì per lì. «Non c’è stato un accordo sul nome di Cirillo, questo è vero - dice Baricci -. La nostra è stata solo una comunicazione e un auspicio di condivisione. Ma resta il fatto che Pizzuti lo sapeva già dal giorno prima».

Non solo. Il gruppo consiliare grossetano in una nota specifica che «sulla nostra proposta di vicepresidenza (Cirillo) ci sono state, i giorni prima del consiglio, le più ampie convergenze con la piena disponibilità anche da parte di Pizzuti, quale, capogruppo del Polo riformista, a convergere sul nome di Ciro Cirillo sul quale si è sempre dimostrato favorevole fino all’ultimo, senza mai manifestare la sua volontà di "autocandidarsi"». «Sì, confermo - dice il segretario Baricci -. Pizzuti non ci ha detto che si sarebbe proposto. Mi ha chiesto se c’era stato un accordo sul nome di Cirillo con il centrodestra e ho risposto di no. La candidatura di Cirillo è nata in seno al gruppo consiliare del Pd per dare continuità al lavoro svolto in modo egregio da Cirillo in questi anni». Pizzuti giovedì 28 ottobre ha detto che l’appoggio del centrodestra è stato «un riconoscimento alla lista e alla formazione» del Polo riformista e che non c’è stato alcun accordo preventivo.

Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, invece, il giorno prima aveva dichiarato che «non è stata una cosa decisa all’ultimo minuto» ma che era già stata decisa prima. Al che Pizzuti ha risposto di non ricordare accordi. «Capiamo l’imbarazzo di Pizzuti nel giustificare e nello stesso tempo smentire le dichiarazioni del sindaco - dice oggi il Pd - Probabilmente questo suo non ricordare, lo ha manifestato anche nel dichiarare "nessuna trattativa con il resto dell’opposizione", non comprendiamo come in pochi giorni, non ricordi di due contatti presi, uno con il gruppo di opposizione e l’altro con la maggioranza e così, si è sentito di proporsi "da solo" come il saggio e l’equilibrato a rivestire il ruolo del vicepresidente, ottenendo i voti della maggioranza». Che la mossa di Pizzuti sia il preludio a un avvicinamento a destra lui stesso lo ha smentito, dichiarandosi però pronto ad appoggiare quelle proposte della maggioranza che lo troveranno d’accordo.

«Se l’ha votato la maggioranza, non spetta a me giudicare. E non mi preoccupa un suo eventuale avvicinamento a destra - dice Baricci - La maggioranza governa con 21 consiglieri come governa con 20 (il numero dell’attuale compagine). A me compete tenere unito il gruppo. E auspico che con il tempo il polo dell’opposizione possa allargarsi il più possibile». E anche il gruppo consiliare si limita a «prendere atto» del sostegno a Pizzuti dal centrodestra, ma taccia gli avversari di «mancanza di rispetto istituzionale» (di norma la presidenza del consiglio è della maggioranza e la vicepresidenza della minoranza) verso il gruppo consiliare Pd, «che - fanno notare gli stessi consiglieri - risulta essere ad oggi, il più grande del consiglio comunale». I consiglieri dem sono infatti otto, contro i sette di Fratelli d’Italia, il gruppo più popoloso della maggioranza. Ad ogni modo, Pizzuti è vicepresidente. E il Pd resta a mani vuote. «Non mi straccio le vesti perché un consigliere Pd non è diventato vicepresidente - dice Baricci -. Mi rammarico che il primo atto della minoranza non sia arrivato in modo unitario. E mi spiace che l’opposizione si presenti alla città non unita. Ma mi auguro che si possa ricucire». Come? «Basterebbe rinunciare alla vicepresidenza», dice Baricci. Da vedere se Pizzuti è d’accordo.

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