Il Tirreno

Grosseto

ECCELLENZE DI “CASA NOSTRA”: LA STORIA 

Da Roselle a San Pietroburgo Matteo nell’olimpo del calcio

Maurizio Caldarelli
Da Roselle a San Pietroburgo Matteo nell’olimpo del calcio

Dai massaggi ai calciatori nel centro sportivo fuori città alla chiamata dalla Russia Seguirà gli atleti dello Zenit, una realtà sportiva tra le più famose a livello europeo

3 MINUTI DI LETTURA





Maurizio Caldarelli

GROSSETO. Da Roselle allo Zenit San Pietroburgo. È la bella favola del fisioterapista grossetano Matteo D’Angella, classe 1982, ingaggiato nelle scorse ore da una delle società più importanti e più ricche della Russia.

«Mi mancherà però la Maremma. Simone Ceri, con il quale collaboro da anni, mi ha chiesto di scendere dall’aereo con la tuta del Grosseto. Lo farò – promette D’Angella – mi porterò dietro un pezzetto di casa».

Laureato in massofisioterapia all’università di Perugia – «Mi iscrissi a Bolzano, ma dopo aver lasciato il mio cuore in Maremma, feci il passaggio in Umbria» –, Matteo, originario di Merano, approda in una delle big internazionali, che in passato ha avuto anche due allenatori italiani del calibro di Luciano Spalletti e Roberto Mancini; una società dalle grandi ambizioni nel basket e nella pallavolo. «In Russia ho un amico collega – dice D’Angella – che vive e lavora là da dieci anni. Lo Zenit gli ha chiesto se conosceva qualcuno che potesse lavorare per loro e ha fatto il mio nome. A fine luglio ho notato che su Instagram ha iniziato a seguirmi un russo, e poi a fine settembre c’è stato il primo vero contatto – racconta ancora Matteo – che si è chiuso con la firma di un contratto annuale dopo una lunga trattativa: abbiamo cercato di mettere insieme le esigenze di entrambi e alla fine siamo arrivati a un punto d’incontro. Nell’accordo c’è un’alternanza di periodi in Russia e a Grosseto, compreso Natale: il loro campionato si ferma per due settimane e io devo assistere al saggio di danza della mia piccolina».

D’Angella andrà a lavorare in un centro sanitario d’avanguardia, dotato dei migliori macchinari in circolazione. «Sono rimasto colpito dal fatto che l’altra sera l’infortunio di uno dei giocatori brasiliani dello Zenit San Pietroburgo, che giocava contro la Juventus, è stato valutato subito dopo la partita, all’una di notte. In Russia voglio portare in alto il nome della fisioterapia italiana».

D’Angella arriverà a novembre a San Pietroburgo con un importante bagaglio.

«Ho iniziato lavorando per cinque anni a Pegaso, al fianco di due super professionisti come Sebastiano Zuppardo e Francesco Ambrogi, finché non ho deciso di mettermi in proprio, partendo da una stanzetta per poi ampliare l’attività in via degli Apostoli. Prima di accettare le offerte della polisportiva russa non ho dormito per alcune notti pensando alla mia famiglia, a mia moglie e ai miei figli, ma anche ai collaboratori. Sotto questo aspetto vado via tranquillo, sicuro che Tommaso Gentili, Luigi Belardinelli, Michele Romani e Mirko Pancellini non faranno sentire la mia mancanza ai nostri pazienti».

Matteo si è guadagnato sul campo la chiamata dalla prestigiosa società, collaborando con società di calcio, basket e pallavolo. «Ho mosso i primi passi nel “casottino” del campo di Roselle – racconta – con Mario e Simone Ceri e poi li ho accompagnati fino alla Serie C con il Grifone. Confesso che, quando sarò in Russia, mi mancherà non sentire risuonare l’inno del Grosseto allo stadio Zecchini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa