Gioco
«Assassine», la scritta choc sulla porta della casa degli orrori in viale Europa
Il sindaco ha firmato una nuova ordinanza: il Comune di Grosseto si accollerà la pulizia e la sanificazione dell'appartamento
GROSSETO. Mentre il Comune di Grosseto cerca di recuperare quelle stanze, la situazione nella casa-zoo degli orrori, in viale Europa, è a un passo dallo sfuggire di mano. Sul muro esterno dell’appartamento, che dà sul pianerottolo, è comparsa la scritta «assassine», rivolta alle proprietarie della casa dove, a settembre, dopo la denuncia dell’Enpa, i carabinieri e l’Asl hanno fatto irruzione trovando l’inimmaginabile: stanze ricoperte di rifiuti, escrementi, urina, animali in fin di vita e un cane morto. Le due donne sono state denunciate per uccisione e maltrattamento di animali, e le bestiole che è stato possibile recuperare sono state affidate a due associazioni animaliste (vedi articolo in basso). Allo stesso tempo il Comune, su segnalazione dell’Asl, ha ordinato di ripulire e sanificare tutto entro il 24 ottobre. L’ordinanza, però, non è stata rispettata. E così - giovedì 28 ottobre - il sindaco ha firmato una nuova ordinanza: il Comune siaccollerà la pulizia e la sanificazione, rivalendosi poi – così è la legge – sulle proprietarie. La pulizia servirà, si legge nell’ordinanza, anche a verificare che non vi siano altri animali nascosti e a disinnescare una bomba anti-igienica per i vicini. Nel frattempo il 24 ottobre, su intervento di un attivista, c’è stato un nuovo blitz di Municipale, carabinieri, carabinieri forestali e Asl.
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Il blitz è finito in diretta Facebook, fin dentro il palazzo, generando una valanga di reazioni, alcune violente. E qualcuno è passato dalle parole ai fatti. Non è chiaro chi abbia scritto «assassine» sul muro della casa. Di certo qualcuno che ha accesso al condominio, o è riuscito a entrarci. La foto del muro imbrattato è finita a sua volta su Facebook, sul gruppo “Cara Grosseto, vorrei dire qualcosa”, accompagnata, però, da parole di condanna per la scritta. «Posso capire lo sdegno, la rabbia, il disgusto – scrive Isabella Ghezzi, autrice del post – Sta di fatto che questa si chiama maleducazione, perché state imbrattando un condominio e perché scrivere queste cose non risolverà nulla e non vi renderà migliori».
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