Il dolore
Scuola, niente tempo pieno se c’è sciopero
I genitori dei bambini dell’istituto Falcone e Borsellino non sono d’accordo, ma almeno hanno ottenuto la mensa
Nicole Terribile
gavorrano. Dopo quasi due settimane i bambini dell’istituto comprensivo statale Giovanni Falcone e Paolo Borsellino potranno tornare a mensa. È una piccola vittoria, che però non risolve tutti i problemi. Dopo numerose lamentele da parte dei genitori dei piccoli scolari, si è trovato un compromesso: la mensa sarà garantita, ma non il tempo pieno.
Nei giorni scorsi i genitori dei bambini che frequentano le scuole di Gavorrano e Scarlino erano sul piede di guerra. Da un anno a questa parte, ogni qual volta viene proclamato uno sciopero, nelle scuole dei due Comuni non viene assicurato il servizio di mensa, e quindi i bambini devono uscire al più tardi alle 13,25. Ciò crea non pochi disagi ai genitori. È una situazione unica a livello provinciale; negli altri istituti, infatti, pare non si siano registrati gli stessi problemi. Questa volta la situazione è stata ulteriormente aggravata dalle modalità con cui la Fisi – Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali – ha proclamato lo sciopero. Indetto inizialmente per la settimana dal 15 al 20 ottobre, la vertenza è stata improvvisamente prolungata fino al 31 ottobre, senza i cinque giorni di preavviso, come per legge. È mancato quindi anche il tempo ai genitori per potersi organizzare. Lo sciopero – legato alle proteste contro l’obbligatorietà del Green Pass – è stato ampiamente contestato in tutta Italia e ha avuto una bassissima partecipazione. «Durante la scorsa settimana, tutto il personale era presente; i bambini sono sempre entrati e avrebbero potuto tranquillamente fare anche i pomeriggi», si lamenta la mamma di un bambino, che si è fatta portavoce nei giorni scorsi delle rappresentanti di tutte le classi della scuola elementare di Scarlino.
Già il 21 ottobre, primo giorno di prolungamento dello sciopero, Carlo Maccanti – da settembre preside reggente dell’Istituto – dichiarava di non poter far nulla per risolvere la situazione. «Per quanto trovi assurdo lo sciopero organizzato da Fisi, devo comunque rispettare il diritto delle persone di scioperare. Anche se nessuno sta scioperando», aveva dichiarato. Venerdì, Maccanti aveva inviato una circolare, descrivendo ciò che lui poteva fare o meno nel suo ruolo di dirigente scolastico. L’unica soluzione per garantire anche il turno pomeridiano era, secondo quanto si legge nella circolare, una dichiarazione spontanea da parte di tutto il personale scolastico di non adesione alle agitazioni sindacali. Nelle scorse settimane anche gli stessi addetti alla mensa avevano protestato, appendendo un cartellone fuori dalla scuola per dimostrare la loro disponibilità a lavorare, nonostante lo sciopero. Insomma, nessuno sembrava volersi assumere la colpa e lo scaricabarile è andato avanti a lungo.
Dopo le numerose lamentele, martedì si è giunti a un compromesso, che però non soddisfa a pieno i genitori dei bambini: nel caso in cui gli insegnanti decidano di non scioperare, l’orario scolastico sarà dalle 8 alle 14 e verrà assicurato il servizio di ristorazione scolastica. Insomma, fino al 31 ottobre i bambini non potranno fare il tempo pieno. Questo perché, come spiega il sindaco di Gavorrano Andrea Biondi «quando si fa il tempo pieno, parte del personale deve entrare alle 11. Non sarebbe possibile garantire la mensa e il tempo pieno se alle 8 non sappiamo se qualcuno deciderà di scioperare. Se si fa il tempo pieno non possono entrare tutti alle 8». Forse questo è stato uno dei motivi che ha spinto la rappresentanza sindacale unitaria dell’istituto e i responsabili dei plessi a giungere a questo compromesso.
Si tratta di una soluzione – seppur parziale – al problema, che però riguarda solo questa particolare agitazione sindacale.
Non si sa quindi se alla proclamazione del prossimo sciopero la mensa e il tempo pieno verranno garantiti o meno.
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