Il Tirreno

Grosseto

DAL TRIBUNALE 

Maxicondanne per l’omicidio di Natale

Maxicondanne per l’omicidio di Natale

Finito il processo per gli imputati accusati di spaccio internazionale, concorso in rapina e detenzione illegale di armi 

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GROSSETO. Gli spari, una vittima, la droga dalla Colombia. Proseguono gli strascichi giudiziari legati all’omicidio di Natale. E ieri sono arrivate alcune condanne pesanti. Il giudice Laura Previti ha messo la parola fine al processo a carico degli imputati che erano stati rinviati a giudizio per spaccio internazionale, concorso in rapina e detenzione illegale di armi.

Ciro Miraglia, 34 anni, di Napoli ma residente a Massa Marittima – difeso dagli avvocati Barbara Fiorini e Massimo Montanaro – è stato condannato a 12 anni e 8 mesi di carcere e al pagamento di una multa di 130mila euro, Giuseppe Apice, napoletano di 38 anni, difeso dall’avvocato Carlo Ercolino, 8 anni e 70mila euro di multa, Khadim Diakhate, senegalese di 40 anni, assistito dall’avvocato Fabrizio Betti, 8 anni e 81mila euro, Alioune Fall, anche lui senegalese, di 37 anni, difeso dall’avvocata Sabrina Pollini, 5 anni e 4 mesi e 32mila euro, Diego Fernando Rosero Lopez, colombiano di 31 anni, difeso dagli avvocati Paolo Lorenzo Gamba e Maria Pia Cimini, 6 anni e 4 mesi e 32mila euro e Oscar Oswaldo Arteaga Gomez, venezuelano di 26 anni, difeso dall’avvocato Adriano Capaccioli, 14 anni e 140mila euro di multa.

Tutti gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e della custodia cautelare in carcere: tutti interdetti dai pubblici uffici. A fine pena, Arteaga Gomez, Diakhate e Fall, saranno espulsi dal territorio nazionale, mentre per Apice e Miraglia il giudice ha disposto la misura della libertà vigilata rispettivamente per tre e un anno.

La giudice Previti ha anche assolto Diakhate, Rosero e Fall per i reati di rapina e detenzione illegale di armi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra tre mesi. Era la sera del 23 dicembre 2019, attorno alle 21, quando gli abitanti di via della Pace sentirono prima alcuni spari, poi il rumore di un’auto che aveva terminato la sua corsa contro un palo. Era una Mercedes. All’interno un uomo in gravissime condizioni: Omar Sar, 33 anni, senegalese, trasportato alle Scotte di Siena. Morì dopo poche ore. Un proiettile gli aveva attraversato il cranio.

Nell’auto c’erano una pistola scacciacani, dei telefoni cellulari e dei soldi. All’ospedale di Grosseto, poco dopo, era arrivato un altro senegalese, Mor Talla Diop, 41 anni, con una ferita di arma da fuoco all’altezza del collo. A sparare era stato Bernard Edickson Genao, 32 anni, dominicano, che si trova in carcere: il giudice Sergio Compagnucci lo ha condannato a 20 anni di carcere. Genao al giudice ha riferito che era stato vittima di un tentativo di rapina.

Le indagini hanno portato poi all’arresto di tutta la banda che aveva strutturato un importante traffico di cocaina che dalla Colombia arrivava a Grosseto, dove veniva “trattata” nell’appartamento di via della Pace, per essere poi rivenduta. Il 23 dicembre 2019 i due senegalesi avevano tentato di portare via la droga a Genao senza pagarla. E il dominicano aveva sparato.

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