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Il "gippone", il set di Comencini e quell'articolo di Fiora Bonelli su una storia incredibile
Nel 2018 la corrispondente del Tirreno scovò la storia di un vecchio mezzo militare finito in un museo: il ricordo dell'ex proprietario
ARCIDOSSO. Un vecchio "gippone" dell’esercito americano usato per i lavori di campagna ma con un inaspettato e affascinante passato da “attore” di cinema nientemeno che sul set di “La ragazza di Bube” di Luigi Comencini con Claudia Cardinale. E un importante futuro come cimelio da museo in quel di Bergamo.
Ecco una delle tante storie che Fiora Bonelli sapeva trovare negli angoli più remoti dell’Amiata.
Era il gennaio del 2018 e quel giorno la notizia della partenza dell’autocarro Gmc Truck – questo il nome “all’anagrafe” del “gippone” – fino ad allora di proprietà dell’amiatino Filiberto Gennari, da tutti conosciuto ad Arcidosso come “Giuliano”, arrivò per telefono.
«La cercai io – spiega il figlio del proprietario del mezzo, Massimiliano Gennari – per segnalarle la cosa».
Bonelli fiutò subito che si trattava di una “storiona”, come si dice in gergo. Telefonò subito in redazione al Tirreno: «Ho una storia bellina da morire», annunciò.
Non era la prima volta. Erano proprio queste le storie che amava raccontare di più.
Da quella segnalazione venne fuori un servizio quasi a tutta pagina, con le vecchio foto del gippone sul set e quelle recenti del mezzo con i suoi proprietari, Massimiliano e la sorella Giuliana, e del trasferimento del mezzo a Bergamo.
Grazie a quel servizio, il nome di Fiora Bonelli è finito stampato sul totem che illustra il mezzo al museo di automezzi militari di Val Sclave, in provincia di Bergamo. È riportato alla voce “ringraziamenti”, per il servizio uscito sul Tirreno il 5 gennaio 2018.
A ricordare quell’articolo, la sua autrice è oggi proprio Massimiliano Gennari. Che ha contattato la redazione dalla provincia di Novara, dove oggi risiede, per rivivere insieme la genesi di quell’articolo e l’incontro con Fiora Bonelli.
«Ho saputo che il 29 ottobre a Castel del Piano sarà ricordata la figura di Fiora Bonelli – dice Gennari – e ci tengo tantissimo a raccontare questo episodio. Quando le telefonai, lei fu subito disponibile, attenta, carina, corretta, splendida. Abbiamo fatto stampare anche il suo nome tra le persone che ringraziamo per quel che è stato fatto per il “gippone” di nostro padre. Non abbiamo fatto in tempo a dirglielo, perché è venuta a mancare. Ma ci teniamo tantissimo a ricordarla».
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