Sicurezza
Dopo aver perso 5-0 i giocatori del Grosseto calcio rimborseranno la trasferta ai tifosi
La decisione del vicepresidente Simone Ceri: «Questa squadra non dà emozioni, chi ci sostiene non merita questo»
GROSSETO. «Le spese dei tifosi le pagano i giocatori, è giusto così». Oltre il calcio. Oltre il pallone che rotola. Nel cuore di chi, nella maglia biancorossa della squadra che rappresenta la città, ci avvolge con cura il proprio cuore. Perché nello sport si vince e si perde. Ma ci sono sconfitte che rasentano l’umiliazione. E il primo pensiero, in questi casi, va proprio ai tifosi. Esattamente quello che è successo alla società del Grosseto. Che dopo una sconfitta sonora ha pensato di rimborsare il viaggio a chi – per sostenere il Grifone – si è fatto centinaia di chilometri.
Il giorno dopo i cinque gol subiti dal Grosseto a Imola, la scena se la prende Simone Ceri. Il vicepresidente del club. «Voglio chiedere scusa a tutti i tifosi e a tutta la gente che ci sta vicino – dice –, soprattutto mi scuso con i tifosi presenti a Imola. Chiederò alla squadra di rimborsare loro le spese sostenute. Mi sento responsabile di questo pessimo inizio. Mi rendo conto che non sono adatto a questa categoria, ancora meno compatibile con chi non capisce il valore che rappresenta la maglia col Grifone per i grossetani». Così ha parlato Ceri sabato pomeriggio, subito dopo il fischio finale dell’undicesima giornata del campionato di Serie C. Di fronte a un risultato che non ha bisogno di commenti: Imolese-Grosseto 5-0. «Il calcio che amo – spiega Simone Ceri – è quello dove in campo i giocatori danno tutto, sempre. Io credo che alla squadra di quest’anno non siamo riusciti a trasmettere lo spirito con cui un giocatore deve venire a vestire la maglia del Grifone. A noi serve gente con la mentalità da dilettante. Giocatori cattivi e affamati. Sul 3-0 per l’Imolese non ho visto alcuna reazione caratteriale. Preferisco un giocatore anche più scarso tecnicamente, ma che in campo mette cattiveria e voglia».
Eppure, per certi versi le modalità di costruzione della squadra sono le stesse della passata stagione. Quando il Grosseto ha lottato addirittura per la Serie B. «Forse – prosegue Ceri – è vero che questo campionato è più difficile di quello passato. Va detto, però, che i giovani della squadra dello scorso anno avevano un minimo di esperienza in categoria. Nei mesi scorsi, poi, giocavamo senza pubblico. I ragazzi, forse, sentivano meno la pressione».
E a chi, dopo la figuraccia di Imola, chiede di prendere nuovi giocatori, e magari di cambiare l’allenatore, Ceri risponde così. «Serve gente che voglia dimostrare di poter stare nei professionisti. Fino a oggi ho visto solo una squadra piatta, che non sa dare emozioni. Magari pareggia con quelle più forti e poi si perde quando affronta quelle che invece mettono in campo la cattiveria. Perdere ci può anche stare, ma almeno con dignità. Vediamo se questa sveglia sortirà una reazione. Un cambio di allenatore, a cosa servirebbe? A niente». Resta il bel gesto nei confronti dei tifosi. Non scontato, in un calcio sempre più povero di valori. «Siamo tutti nello stesso pentolone – conclude il vicepresidente del Grosseto –, tutti responsabili. Capisco i tifosi che se ne sono andati prima del fischio finale. Loro davvero non si meritano certe umiliazioni e se non ci sarà una reazione importante faranno bene ad arrabbiarsi».
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