La manifestazione
Il mago dell’auto: «Il futuro è nell’ibrido»
«Solo elettrico? No, grazie». Imprenditore grossetano controcorrente sfata falsi miti e rivela alcuni segreti del mestiere
Massimiliano Frascino
GROSSETO. Il futuro della mobilità è nei motori ibridi. Non in quello della trazione elettrica tout court. Ne sono convinti alla Pugliese & Benelli, e per questo guardano al futuro con fiducia. «Abbiamo analizzato le prospettive di sviluppo dell’automotive e siamo convinti che nei prossimi anni la vera svolta nella mobilità arriverà dai motori ibridi di seconda generazione. Più efficienti ed economici di quelli solo elettrici».
Spiega accalorandosi Antonio Pugliese. «La sfida sarà coniugare la trazione elettrica con i nuovi carburanti puliti. Oggi i mezzi a trazione ibrida sono prevalentemente elettrici e a benzina. In futuro saranno elettrici e a metano o biodiesel, carburanti puliti. Stanno già sviluppando le nuove tecnologie, che sono più efficienti e meno costose della trazione elettrica totale. Che ha diversi problemi, fra i quali quelli della durata delle batterie, dei costi del silicio, che è un minerale raro, e dello smaltimento di piombo e acidi. Per questo un’azienda come la nostra ha un futuro. Il motore con la camera a scoppio non tramonterà, e con lui nemmeno il bisogno di aziende che si occupino della revisione meccanica». Il mondo cambia velocemente. Una volta, con le auto di prima generazione, dopo 50-60mila chilometri si revisionava il motore. «Oggi una macchina fa almeno 300mila chilometri, poi si butta. Raramente si cambiano pezzi di motore. A metà Anni ’80 la prima evoluzione tecnologica. «In quel momento abbiamo capito che il futuro erano i grossi motori, di macchine che fanno fino a un milione e mezzo di km/anno. Come trattori, veicoli industriali pesanti, mezzi per il trasporto pubblico. Ora siamo pronti alla nuova generazione».
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