La manifestazione
Il Tar decide: via i vincoli dalla ex Sitoco
La proprietà vince il ricorso contro il ministero che aveva dichiarato l’interesse culturale del sito. La bonifica può partire
Ivana Agostini
ORBETELLO. Via i vincoli dagli edifici della ex Sitoco: Laguna azzurra vince il ricorso contro il ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, commissione regionale per il patrimonio culturale e Soprintendenza.
Laguna azzurra, proprietaria della ex Sitoco, stabilimento di concimi chimici a Orbetello Scalo, aveva fatto ricorso al Tar per l’annullamento di alcuni vincoli che erano stati posti sul complesso industriale.
L’ex Sitoco fu realizzata agli inizi del’900 ed è rimasta in attività per la produzione di fertilizzanti e concimi chimici fino al 1985, per essere definitivamente chiusa nel 1992. La società acquistò il complesso per valorizzarlo attraverso il recupero delle volumetrie esistenti, una volta effettuata la bonifica del sito, interessato dalla presenza di elevati quantitativi di rifiuti chimici e inserito nell’elenco dei siti di bonifica di interesse nazionale (Sin). Dalle indagini finalizzate alla redazione del progetto di bonifica, sarebbe emersa la necessità di demolire integralmente i fabbricati esistenti perché, oltre a essere inquinati, sarebbero realizzati su suoli contaminati dai quali andrebbero asportate consistenti parti dello strato superficiale per riuscire nella messa in sicurezza. Laguna azzurra – si legge nella sentenza del Tar – «ha sempre tentato di dare vita a un percorso condiviso coinvolgendo anche la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, la quale, il 21 aprile 2016, ha avviato il procedimento per la dichiarazione di beni di interesse culturale sul complesso ex Sitoco, in quanto raro esempio di archeologia industriale». I proprietari della ex Sitoco hanno proposto osservazioni per chiedere che non fossero apposti vincoli che avrebbero ostacolato la bonifica dei terreni, proponendo, al massimo, di limitare il vincolo a uno solo dei fabbricati. Nel 2016, a ottobre, il segretario regionale del Ministero per i beni e le attività culturali, presidente della Commissione regionale per il patrimonio culturale, ha dichiarato l’interesse culturale di sette edifici appartenenti al complesso. Un vincolo che ha stoppato la riqualificazione dell’ex Sitoco. In pratica il vincolo della Soprintendenza era giustificato dal fatto che l’ex Sitoco risaliva «ai primi del secolo scorso e aveva un grande interesse architettonico». Un provvedimento che Laguna Azzurra ha ritenuto «irragionevole». La proprietà ha fatto presente che gli edifici del complesso ex Sitoco sono fatiscenti, pericolanti e, soprattutto, contaminati dalle sostanze chimiche. «Tale stato di cose – dice Laguna azzurra – ne impedirebbe la conservazione e renderebbe gravemente irragionevole il vincolo, disposto prescindendo dalle condizioni dei beni e senza tenere conto delle esigenze della bonifica. L’illegittimità del provvedimento risulterebbe ancora più manifesta alla luce del fatto che l’inserimento nel Sin impedirebbe ogni utilizzo dell’area fino all’avvenuta bonifica. Il decreto di vincolo, inoltre, renderebbe impossibile il recupero dello stabilimento, iniziativa necessaria per la sostenibilità economica degli interventi di bonifica: per le loro caratteristiche, gli edifici in questione sarebbero incompatibili con qualsiasi ipotesi di riconversione funzionale, di modo che la dichiarazione di interesse culturale si risolverebbe agli effetti pratici in un vincolo di destinazione d’uso».
Nel ricorso Laguna azzurra spiega che la Soprintendenza nel mettere i vincoli non ha tenuto conto del fatto che la proprietà si impegnava a preservare il ruolo di testimonianza storica del complesso mediante la ricostruzione, una volta eseguita la bonifica del sito, di alcuni degli elementi architettonici ritenuti di rilevante pregio, riproducendo le grandi aperture ad arco, le ghiere, i grigliati in laterizio. Inoltre il vincolo, impedendo la riconversione, non terrebbe conto del diritto di proprietà di Laguna azzurra. Il Tar, con una sentenza, ha ritenuto opportuno, ascoltate le osservazioni di Laguna azzurra, dare ragione alla proprietà accogliendo il ricorso contro il decreto che aveva istituito i vincoli.
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