Il Tirreno

Grosseto

nella notte tra martedì e ieri 

Il titolare lo licenzia, lui gli ruba l’auto poi lo schianto dopo pochi chilometri

Tommaso Silvi
Il titolare lo licenzia, lui gli ruba l’auto poi lo schianto dopo pochi chilometri

Il giovane di 23 anni alla guida del fuoristrada è rimasto incredibilmente illeso: la vettura è distrutta Il ristoratore amareggiato: «L’ho trattato come un figlio, ha fatto una ragazzata rischiando la vita» 

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Tommaso Silvi

SCANSANO. «L’ho guardato. Era in piedi accanto alla mia auto distrutta. Gli ho chiesto perché proprio a me, che ho sempre cercato di aiutarlo, che l’ho trattato come un figlio». Eugenio Fagnoni è dispiaciuto. Amareggiato e quasi incredulo. È il titolare dell’osteria Il Rifrullo, a Scansano. È stato svegliato nella notte tra martedì e ieri. La telefonata da un amico che lavora come volontario sulle ambulanze del 118. «Stiamo soccorrendo un giovane che ha fatto un incidente con la tua auto. La macchina è distrutta».

Eugenio non capisce. Si affaccia dalla finestra. Il suo fuoristrada non è nel cortile dove lo aveva parcheggiato. Qualcuno l’ha portato via. L’incidente è avvenuto a una manciata di chilometri dal centro abitato del paese del Morellino. Sull’auto di Eugenio c’era un giovane, nato nel 1998, originario del nord Africa, precisamente del Marocco, che lavorava nel suo ristorante. «Lo avevo sentito anche qualche ora prima dell’incidente – racconta Fagnoni –. A settembre avevo deciso di allontanarlo dal locale, dopo tre mesi di lavoro, perché per due volte si era presentato alterato dall’alcol. Ma eravamo rimasti in ottimi rapporti».

LO SCHIANTo

La scena che si sono trovati di fronte i soccorritori faceva pensare al peggio. Il giovane stava andando a tutta velocità quando si è schiantato contro un muretto a lato della carreggiata, non lontano dalla frazione di Pancole. L’auto si è sbriciolata. Sono volate via anche le ruote posteriori. Lui, però, incredibilmente, non si è fatto neppure un graffio.

IL TESTIMONE

Nel momento dello schianto, sulla stessa strada stava transitando Juri Terribile. È un volontario dell’Humanitas. Abituato a prestare soccorso alle persone. Si è fermato per aiutare il giovane e avvertire il 118 e le forze dell’ordine. «Era in stato confusionale – racconta Terribile – diceva che non stava guidando lui, ma il suo telefono è stato ritrovato dentro l’auto. Pronunciava parole sconnesse». Juri Terribile è rimasto a lungo sul luogo dell’incidente, e ha dialogato anche con i carabinieri intervenuti. «Non è la prima volta che vedo uno schianto da vicino – racconta –, considerato che da soccorritore mi è capitato di ritrovarmi in circostanze simili. Quando ho visto l’auto in quelle condizioni ho pensato veramente che fosse accaduta una tragedia».

IL FACCIA A FACCIA

Eugenio Fagnoni, una volta ricevuta la telefonata dell’amico che lo ha avvertito di quanto accaduto, si è diretto sul luogo dell’incidente. E ha trovato il suo ex dipendente accanto all’auto distrutta. «Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere – dice il titolare dell’osteria Il Rifrullo –, non capisco il motivo per cui lo abbia fatto. E poi come mai proprio a me?». Ma Eugenio ha il cuore grande. E anche di fronte a una vicenda difficile da digerire, tira fuori parole di comprensione. «Magari voleva andare a trovare una ragazza a Grosseto, ha fatto una ragazzata, nel cuore della notte. Ne abbiamo commesse tutti. Certo – prosegue Fagnoni – lui ha esagerato, e soprattutto ha rischiato di rimetterci la vita».

IL FURTO

Ma come ha fatto il 23enne a rubare l’auto di Eugenio Fagnoni, suo titolare fino al settembre scorso? «Semplice – dice il ristoratore –, lui a casa mia è venuto mille volte. Era uno di famiglia. Ho un cortile molto grande, e lui sapeva dove andare a prendere le chiavi dell’auto. Poi ha messo in moto e se ne è andato». La fuga verso Grosseto, però, è durata meno di cinque chilometri. Perché il giovane ha perso il controllo della vettura ed è carambolato per diverse decine di metri. È stato trasportato in ospedale per accertamenti, ma subito dopo l’incidente era cosciente e non versava assolutamente in gravi condizioni.

IL PRECEDENTE

Nonostante tutto, Fagnoni descrive il ragazzo come «un grande lavoratore, che anche nel mio ristorante ha sempre svolto i suoi compiti col massimo impegno». Ma il problema dell’alcol, evidentemente, non ha permesso al 23enne di continuare a lavorare al Rifrullo. L’ultima serata di lavoro al ristorante, per il giovane marocchino, risale a qualche settimana fa. In quell’occasione Fagnoni si accorse che in lui c’era qualcosa che non andava. Il 23enne era ubriaco. E lo allontanò dal locale. Lui, successivamente, scatenò la sua rabbia in paese. Prima litigando con alcuni coetanei. Poi, inspiegabilmente, uscendo di casa con un oggetto appuntito e forando gli pneumatici di tre auto e di uno scooter. Pochi giorni fa, al termine delle indagini dei carabinieri, il ragazzo è stato denunciato per danneggiamento e porto di oggetti atti ad offendere.

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di Redazione web