Il dolore
Culicchi rinuncia a fare il capogruppo
L’ex candidato sindaco si fa da parte in consiglio comunale A spuntarla dovrebbe essere Bartolini, segretario di Marina
Massimiliano Frascino
grosseto. Il Partito democratico non perde l’abitudine a cannibalizzare chiunque rivesta ruoli apicali. A questo giro a Grosseto, come da copione, è toccato a Leonardo Culicchi. L’ex candidato sindaco piddino della coalizione “Partecipa!” uscito battuto dal confronto elettorale, come peraltro era probabile succedesse, ha anticipato tutti mettendo sul piatto la propria rinuncia a svolgere il ruolo di capogruppo in consiglio comunale.
Cosa che sarebbe stata logica nel solco di una consolidata tradizione politica, per la quale il candidato sindaco svolge quella funzione nel caso in cui il partito si trovi all’opposizione.
Il «beau geste» è arrivato lunedì sera in occasione della riunione dei consiglieri eletti, dopo che lo stesso Culicchi nei giorni precedenti, annusando l’aria, aveva detto al Tirreno: «Sul capogruppo in consiglio comunale prenderemo una decisione tutti insieme».
Per capire l’esito di questa scelta, tuttavia, bisogna riavvolgere il nastro degli ultimi giorni. Già nella settimana seguente al risultato elettorale, infatti, fra i consiglieri dem erano emersi i primi distinguo sul futuro capogruppo.
Schermaglie poi riprese nel dibattito della successiva direzione provinciale, con gli argomenti finiti in un documento presentato ma non votato, che poi il segretario provinciale Giacomo Termine ha sostanzialmente divulgato con un comunicato stampa.
La cui sostanza è stata riassunta nei titoli dei media con un laconico “Grazie Culicchi per l’impegno profuso ma i grossetani non hanno apprezzato la proposta politica, ora inizia una nuova fase”. Passaggio che ha subito eccitato renziani, calendiani e socialisti, che con le dichiarazioni dell’ex candidato sindaco Valerio Pizzuti hanno subito provato a cavalcare l’onda. Chiedendo al Pd di scegliere subito fra loro e il Movimento 5 stelle.
Fin qui il riassunto dei fatti, con la loro evidente concatenazione logica. Quanto alla discussione interna al gruppo consiliare consumatasi lunedì scorso nella sede piddina di via Svizzera, pare ci sia stata discussione accesa su chi designare capogruppo. A spuntarla dovrebbe essere Davide Bartolini, segretario del circolo di Marina, nonché accolito dell’area “Energia Democratica” che, fra gli altri, ha come coordinatore provinciale Fabio Favali, e come figure di riferimento Marco Simiani e Saimo Biliotti, fra gli altri. In ballo con Bartolini ci sarebbe stato Stefano Rosini, ex consigliere rientrato in consiglio comunale dopo qualche anno in disparte. Alla fine per evitare imbarazzi a tutti, è stato scelto il criterio del consigliere con più preferenze; decisione avallata dagli altri consiglieri. Capone, Cirillo, Buggiani, Bartalucci e naturalmente Culicchi. Non rimane che attendere gli esiti della votazione nel gruppo consiliare, una volta convocato il consiglio comunale d’insediamento.
Martedì sera, intanto, di fronte a una pizza, serata conviviale di saluto ai nuovi e commiato ai vecchi consiglieri di opposizione, compreso il consigliere Rinaldo Carlicchi. La serata è servita ad annusarsi un po’ e soprattutto a stare in compagnia. Culicchi vorrebbe tenere unito il gruppo, e fare in consiglio comunale da “ufficiale di collegamento” fra Pd, M5s, Grosseto città aperta e lista riformista. Interprete della linea segretariale dell’alleanza larga di Enrico Letta. Ieri sera, infine, si è riunita l’Unione comunale del capoluogo presieduta dal segretario Simone Baricci.
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