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Grosseto

l’operazione 

Animali e baracche sulla terra del Comune Un uomo arrestato durante lo sgombero

Michele Nannini
Animali e baracche sulla terra del Comune Un uomo arrestato durante lo sgombero

La vicenda va avanti da anni: ieri mattina l’ennesimo episodio con la famiglia Aronne ancora al centro del contenzioso

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Michele Nannini

MASSA MARITTIMA. Si è concluso con un arresto e la demolizione di alcune opere abusive l’intervento del Comune di Massa Marittima effettuato ieri mattina nell’area di Campo all’Aia a Valpiana. La zona interessata al provvedimento era adiacente a quella occupata dall’azienda agricola di Giuliano Aronne e il terreno oggetto dell’intervento risultava occupato senza titolo (ma il contenzioso è in atto) dagli agricoltori in quanto acquisito tempo fa al patrimonio comunale.

L’inizio della vicenda risale a una decina di anni fa quando il Comune di Massa Marittima entrò in possesso di alcune particelle all’interno delle quali esistevano dei manufatti abusivi. «La prima contestazione risale a molto tempo addietro – spiega il sindaco Marcello Giuntini – la famiglia Aronne si è sempre detta disponibile a provvedere alla demolizione ma senza mai dare effettivo seguito ai fatti. Un primo tentativo di sgombero e demolizione venne effettuato qualche mese fa ma era ancora pendente un ricorso al Tar e quindi venne deciso di non procedere. A settembre però il tribunale amministrativo ha giudicato irricevibile il ricorso (solamente nella richiesta di sospensiva, ndc) e quindi, non essendoci nessun obbligo di avviso, è stato fissato un nuovo intervento per la giornata di ieri».

La mattinata è stata però molto movimentata nonostante la presenza, oltre ai dipendenti comunali incaricati della demolizione, anche di un nutrito gruppo di elementi delle forze dell’ordine. Durante la fase iniziale delle operazioni di sgombero i militari hanno provveduto all’arresto per resistenza del titolare dell’azienda, Giuliano Aronne per resistenza a pubblico ufficiale e al fermo della madre Graziella Vanni; l’uomo e la donna sono stati portati nei locali della Tenenza dei carabinieri di Massa Marittima prima del ricovero di Graziella Vanni all’ospedale di Grosseto a causa delle sue precarie condizioni di salute. La donna è poi tornata in libertà nel pomeriggio, su provvedimento motivato della Procura, in quanto non sussistevano per lei esigenze cautelari. «Sul posto erano presenti anche degli assistenti sociali – prosegue Giuntini – Nel corso della giornata le operazioni di demolizione dei manufatti abusivi sulle particelle comunali sono proseguite cercando di preservare il materiale privato che si trovava all’interno delle opere da demolire. Come Comune riteniamo che la legge vada rispettata e non siamo disposti a indietreggiare davanti a nessuno».

La famiglia Aronne è difesa dall’avvocato Giovanni Livio Sammatrice: «Nessuno ha avvertito la famiglia della demolizione – spiega il legale – non erano obbligati ma avevano comunque la facoltà di anticipare l’esecuzione del provvedimento, anche perché la famiglia Aronne abita in quella zona, ci sono animali di affezione e delle bestie che necessitano comunque una cura. L’operazione si è svolta con un numero elevato di personale delle forze dell’ordine, tutto è successo davanti a una bambina di 2 anni e mezzo e con la madre Graziella in acclarate condizioni fisiche precarie: tutto questo poteva essere evitato, sono stati calpestati tutti i più elementari diritti delle persone coinvolte con un modus operandi eccessivo. Speriamo che il rispetto della legalità da ora in poi valga per tutti e non solo per Giuliano Aronne». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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