Sicurezza
Follonica, pesce e ravioli nei sacchetti di plastica: il racconto del sequestro da 30 chili al ristorante cinese
Follonica, gli alimenti erano dentro a un congelatore senza alcuna etichetta né documenti capaci di attestarne la provenienza
GROSSETO. Dentro a un congelatore. Buste di plastica intirizzite dal ghiaccio. Nessuna etichetta. E prodotti di ogni tipo. Dal pesce alla pasta. È scattato il sequestro. E per la titolare è arrivata una multa da 1.500 euro. E pensare che le forze dell’ordine erano entrate per verificare che i clienti a sedere fossero tutti regolarmente in possesso del Green pass. Poi, nella cucina del ristorante, l’amara scoperta.
I SACCHI CON IL CIBO
La scorsa settimana il nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri (Nas, in sigla, nda) ha messo piede all’interno di un noto ristorante cinese del lungomare di Follonica. L’intenzione dei militari era quella di procedere con un controllo per verificare che le persone sedute all’interno del locale avessero il Green pass, ovvero la certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione. Oggi indispensabile per consumare un pasto al chiuso in un ristorante. Poi, però, i carabinieri hanno voluto visitare anche la cucina. E qui hanno fatto la poco piacevole scoperta. La titolare del ristorante, una donna originaria della Cina, 55enne, aveva riposto del cibo all’interno di un congelatore cosiddetto “a pozzetto”. Sono contenitori profondi. Possono ospitare diversi chili di prodotti. E le forze dell’ordine hanno trovato di tutto. Gamberi, ravioli, pesce di vario tipo, involtini già pronti. Trenta chili di cibo. Tutto infilato in sacchetti di plastica, senza un’etichetta, senza una data di scadenza. Senza neppure un documento che potesse attestarne la tracciabilità. In sintesi, non è chiaro da dove arrivi quella roba. E neppure per quanto tempo sia stata congelata.
NESSUNA SPIEGAZIONE
Pare che la titolare del ristorante non abbia ancora fornito alcuna spiegazione ai carabinieri. Non avrebbe neppure provato a chiarire la sua posizione, a spiegare il motivo per cui quel cibo si trovasse lì, nel congelatore, riposto come si farebbe in un’abitazione privata. Con la differenza che, per chi lavora nella ristorazione, è obbligatorio indicare tutta una serie di caratteristiche del prodotto. E le confezioni degli alimenti devono essere chiuse, oltre che ben visibili. Nel caso del ristorante cinese di Follonica, le confezioni neppure esistevano. Il cibo era infilato nei sacchetti di plastica direttamente. Ora potrebbe anche scattare l’analisi degli alimenti. Dipende da cosa deciderà il pubblico ministero. Di sicuro, per la donna titolare del ristorante è arrivata la multa.
LA SANZIONE
La 55enne cinese proprietaria del ristorante finito nel mirino del Nas si è vista staccare una multa da 1.500 euro. Il controllo delle forze dell’ordine sul territorio prosegue. Prima di tutto per la tutela dei consumatori. Per fare in modo che sulle tavole dei locali finiscano prodotti di chiara provenienza e di altrettanta limpida conservazione. Anche perché, in caso di problemi legati alla qualità degli alimenti, possono nascere anche seri guai fisici per chi si trova a consumarli.
GREEN PASS, TUTTO OK
Il cibo non aveva etichetta e neppure confezioni, ma il ristorante cinese di Follonica multato dai Nas avevo controllato regolarmente il Green pass a tutti i clienti presenti in sala. Per questo motivo l’accertamento relativo al passaporto vaccinale si è concluso senza che sia stato preso alcun provvedimento nei confronti del locale. Resta, come spiegato, la sanzione da 1.500 euro per il cibo nel congelatore.
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