Sicurezza
Ambra davanti a Mattarella «I sogni oltre ogni barriera»
La campionessa portercolese, che ha vinto l’oro a Tokyo, ha tenuto un discorso a Pisa «Le disabilità esistono, ma possono essere superate e diventare elemento di rivincita»
la cerimonia
IVANA AGOSTINI
«Sapersi rialzare ogni volta che si cade». Questo il messaggio che Ambra Sabatini, eccellenza nello sport mondiale, ha voluto diffondere ieri a San Rossore, alla presenza del presidente della Repubblica. L’atleta paralimpica portercolese, in forza alla Fiamme Gialle, ha partecipato con emozione all’evento “Siete presente” ospitato a Villa del Gombo nel parco di San Rossore a Pisa: la celebrazione per i dieci anni di Giovanisì, il progetto di promozione politiche giovanili promosso dalla Regione Toscana. La cerimonia è avvenuta alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. «È stata una grande emozione – ha confessato a fine giornata – Questo parco mi ha ricordato molto la mia Feniglia».
Nel suo discorso Ambra ha ribadito con forza di «essere un’atleta a tutti gli effetti e come tale vorrei essere riconosciuta. Le disabilità esistono, ma pensarle o farle passare in ottica pietistica e negativa non aiuta a cogliere quello spirito sportivo che accomuna tutti gli atleti e che permette a quelli paralimpici, uomini e donne così straordinariamente ordinari, di sconfiggerle, se non di farne addirittura un elemento di forza e rivincita. So che non sarà semplice – ha detto la campionessa – ma il mio obiettivo è far sì che lo sport paralimpico ottenga la giusta visibilità, attenzione, importanza e considerazione dello sport olimpico; non nel senso di annullare o non voler vedere le differenze, quanto in quello di voler superare quelle barriere che separano i due sport nella loro percezione e fruizione. Alla fine siamo tutti mossi da un’unica grande forza: la passione per lo sport».
L’atleta portercolese dopo l’incidente nel quale ha perso la gamba ha trovato la forza per rinascere arrivando a vincere l’oro alla paralimpiadi nei 100 metri. «Con la mia storia voglio comunicare al mondo che per realizzare i propri sogni è fondamentale sapersi rialzare ogni qual volta si cade; non è semplice, ma nemmeno impossibile. Basta avere forza di volontà, determinazione e spirito di sacrificio. A Tokyo 2020 ho realizzato un sogno, ma anche un obiettivo. L’insieme di emozioni che ho provato è indescrivibile, ancora oggi se ci ripenso non mi sembra vero. L’intera esperienza è stata indimenticabile: dalle farfalle nello stomaco quando ho messo piede sul suolo giapponese sino alle lacrime al taglio del traguardo. Come un flash ho rivisto nella mia mente tutta la mia vita, la mia famiglia e tutti i momenti di gioia e dolore che ho passato. Aver condiviso il tutto con le mie connazionali e amiche ha reso tutto ancora più magico. Al momento della premiazione, con la medaglia al collo, la bandiera dell’Italia dietro di me e l’inno di Mameli nelle orecchie mi hanno fatto capire quanto fosse importante per me e quanto mi abbia riempito d’orgoglio rappresentare il mio paese nella competizione più importante al mondo. A Tokyo oltre all’Italia sono contenta di aver rappresentato la mia Toscana, in cui sono nata e cresciuta sia come atleta che come persona».
Oggi Ambra si è iscritta all’università Lumsa di Roma in scienze della comunicazione e digital media e presto spera di tornare il prima possibile a correre.
Altri servizi alle pag. 6 e 7
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
