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Laboratori e polo mulifunzione nell’ex asilo e alle ex elementari

Ivana Agostini
Laboratori e polo mulifunzione nell’ex asilo e alle ex elementari

Lancia la proposta Marco Nieto, esponente del gruppo Uniti per Porto Ercole «Edifici chiusi da tempo e da valorizzare, anche intercettando fondi europei»

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Ivana Agostini

MONTE ARGENTARIO. Valorizzare le ex scuole elementari di Porto Ercole e l’ex asilo Ricasoli offrendo loro nuova vita rendendoli fruibili ai cittadini e lavoratori.

«Laboratori tecnologici, un polo multifunzione che offra da uffici da affittare con servizio di segreteria centralizzata, sale riunioni, postazioni dove porti il tuo computer e puoi subito lavorare». Marco Nieto, membro del gruppo Uniti per Porto Ercole, un gruppo di persone che – come si definiscono – «propongono idee per il bene collettivo», lancia una serie di proposte per non lasciare inutilizzati gli spazi di due edifici chiusi da tempo: le ex scuole elementari che si affacciano lungo la passeggiata del lungomare Andrea Doria e lasciano intravedere dalle finestre lo stato di abbandono, e l’ex asilo Ricasoli che doveva diventare la sede del Museo del Caravaggio.

Le ex scuole elementari si trovano appunto in bella vista dove tutti coloro che arrivano a Porto Ercole possono vederne lo stato in cui si trovano. Nieto pensa a liberi professionisti, studi associati, filiali di aziende, sale di esposizione, mostre, start up emergenti, meeting e corsi di formazione, riunioni aziendali e coworker. Tutto questo dentro le stanze dei piani superiori delle ex scuole elementari. «Alla base dell’edificio dentro il quale si accede direttamente dal lungomare – dice Nieto – ci potrebbero essere negozi. Il tutto potrebbe essere finanziato con i fondi europei visto la grossa spinta per la trasformazione digitale avviata nel momento della pandemia. La trasformazione digitale è tra i sei obiettivi strategici per il periodo 2021-2027».

C’è poi l’ex asilo Ricasoli per il quale l’amministrazione di Arturo Cerulli aveva pensato alla realizzazione di un Museo sul Caravaggio. «Per questo edificio – continua l’esponente di Uniti per Porto Ercole – sono già stati spesi soldi pubblici. Qui penso a mostre multimediali immersive, senza opere, con meno costi, ma sempre più visitate: le mostre multimediali immersive si stanno affermando come un fenomeno economico di grande rilevanza per il mercato dell’arte. Spuntano come funghi e raramente falliscono. Vengono definite “mostre immersive” poiché qui il visitatore viene contornato dai pixel d’autore, vivendo un’esperienza diversa e sorprendente. Ovviamente inizierei dal Caravaggio». Idee innovative pensate per rendere fruibili due stabili importanti per Porto Ercole, per i quali si cerca un nuovo futuro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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