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Prezzi nascosti ai clienti e gasolio tarocco Sanzioni ai benzinai in tutta la Maremma

Tommaso Silvi
Prezzi nascosti ai clienti e gasolio tarocco Sanzioni ai benzinai in tutta la Maremma

Indicavano una cifra sul cartello visibile dagli automobilisti sulla strada, ma in realtà applicavano una tariffa maggiorata

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Tommaso Silvi

GROSSETO. Carburante. Basta la parola per accendere gli animi. Perché costa sempre di più. Perché “caro carburante”, ormai, più che un tema di cui discutere è una filastrocca vecchia di anni. E da qualche giorno anche il metano è schizzato alle stelle.

Se lo scenario nazionale non fosse già abbastanza “caldo”, dalla Maremma arriva il carico da novanta. L’operazione della guardia di finanza che ha scovato alcuni benzinai troppo furbi. Qualcuno dichiarava prezzi che poi non applicava realmente ai clienti, altri addirittura avevano le colonnine che non erogavano la quantità di carburante indicata sul display, altri ancora non comunicavano al ministero i prezzi da loro applicati, come prevede la legge. E in un caso il gasolio era addirittura “tarocco”: in grado di creare problemi ai motori delle auto.

PREZZI “NASCOSTI”

Il lavoro della guardia di finanza va avanti da diversi mesi. «Monitoriamo costantemente la situazione nelle stazioni di carburante della provincia», spiega il colonnello Cesare Antuofermo, comandante delle fiamme gialle di Grosseto. Ed è proprio grazie al lavoro di osservazione che i militari hanno scoperto il “giochino” di sei benzinai della Maremma, tra Capalbio, Follonica, la zona dell’Amiata e la periferia di Grosseto. Indicavano un prezzo del carburante particolarmente invitante sul cartello visibile dalla strada – quello che attira i clienti – e poi ne applicavano un altro al momento del rifornimento. Maggiorato, naturalmente. «Abbiamo ricevuto molte segnalazioni da parte dei cittadini – prosegue Antuofermo – che in alcuni casi sono rimasti increduli, prima di raccontare tutto ai nostri uffici e aiutarci quindi nel nostro lavoro». Non finisce qui, però. Perché dei sei benzinai “beccati” dalla finanza, quattro andavano oltre i prezzi “nascosti” ai clienti. Non comunicavano le tariffe al ministero dello sviluppo economico, come previsto dalla legge 99 del 2009. «Il nostro servizio – prosegue il colonnello Antuofermo – è finalizzato anche e soprattutto alla tutela dei cittadini e clienti dei distributori, che devono essere messi al sicuro da sistemi che possono in qualche modo gravare sulle loro tasche». Per tutti i benzinai coinvolti nell’operazione della finanza sono scattate sanzioni, fino a un massimo di 3.096 euro a testa.

COLONNINE “bugiarde”

L’attività della guardia di finanza ha permesso inoltre di scoprire due colonnine “bugiarde”.

Non veniva riportato sul display il reale carburante erogato dalla stazione di rifornimento. Un cliente era convinto di aver messo 10 litri – per esempio – ma in realtà non era così. I due impianti sono all’Isola del Giglio e a Cinigiano. Le colonnine sono state messe sotto sequestro.

LE SCUSE

La finanza si è presentata nei distributori finiti al centro dell’operazione, illustrando le irregolarità ai benzinai. «Non c’è molto da inventarsi in questi casi – spiega Antuofermo –, anche perché gli illeciti sono evidenti. In molti hanno soltanto ammesso di aver sbagliato».

Ma c’è anche chi ha provato un’ultima difesa. «Alcuni hanno detto che stavano per aggiornare il cartellone dei prezzi – racconta in conclusione Antuofermo –, e che non lo avevano fatto per una distrazione. Il nostro lavoro di controllo del territorio prosegue. A tutela di chi lavora onestamente».

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