Gioco
Quattro arresti per la rapina in farmacia La banda delusa dal bottino dopo il colpo
Erano partiti dalla Campania per l’assalto alla Salus, in via della Repubblica: «Abbiamo fatto una sciocchezza»
Tommaso Silvi
FOLLONICA. Sono partiti in quattro – da Napoli – per realizzare una rapina da 1.400 euro a Follonica. Precisamente, si sono portati via 1.424,32 euro. Non un granché. Anzi, proprio poco, considerato il viaggio dalla Campania e i giorni passati nella zona nord della provincia grossetana per progettare il colpo nei dettagli.
«UNA SCIOCCHEZZA»
Ecco perché, tre giorni dopo la rapina, Ciro Volpe, 35 anni, di Napoli, al telefono con un amico dice di aver commesso «una sciocchezza». E si lamenta perché Clemente Redine, 37 anni, nato a Napoli ma residente a Bagno di Gavorrano, non gli ha fornito un bel bersaglio da colpire.
«Mi disse tengo, tengo, tengo – dice Volpe all’amico, nella solita telefonata, riferendosi a Redine –, mi ha fatto portare anche due linci». Chi sono le linci? Vincenzo Campanile, 39 anni, di Napoli, e Gianluca Schettino, 36 anni, di Mugnano di Napoli. Volpe, Redine, Campanile e Schettino ora sono in carcere. Arrestati per il colpo del 29 gennaio scorso alla farmacia Salus di Follonica. Un’altra persona – Pasquale Busiello, 49 anni, anche lui di Napoli, e anche lui in auto dalla Campania verso Gavorrano con gli altri tre – ha l’obbligo di dimora nel Comune del capoluogo campano. Ha preso il treno per allontanarsi dalla Maremma poco prima del colpo alla Salus. È inquadrato dagli inquirenti come complice morale della rapina. Quel giorno una donna si vide puntare una pistola: era la farmacista, che consegnò i soldi ai ladri dopo essersi sentita urlare: «Stai ferma non dire niente e aprici la cassa». Nove mesi di indagini. I carabinieri di Follonica alla fine hanno messo le manette ai responsabili del pomeriggio di terrore che scosse la città del golfo.
LA STORIA
Clemente Redine si mette in contatto con l’amico Ciro Volpe – con cui in passato ha già avuto a che fare nell’ambito di affari illeciti – e gli parla della farmacia di Follonica. La Salus, in via della Repubblica. È gestita da due donne ed è in un punto strategico: perché da lì si possono raggiungere Puntone e Bagno di Gavorrano. Ciro Volpe, allora, recluta quelle che lui chiama – nelle intercettazioni riportate nell’ordinanza cautelare – le due “linci”. Ovvero le persone che dovranno eseguire materialmente la rapina: Vincenzo Campanile e Gianluca Schettino. Il 27 gennaio i tre partono dalla Campania alle 19,30. Direzione Bagno di Gavorrano, dove arrivano attorno alle 23. Proprio a Bagno di Gavorrano c’è l’abitazione di Clemente Redine: il punto di appoggio per i rapinatori. La banda si muove su una Opel Astra.
Nei giorni precedenti alla rapina sono diversi i sopralluoghi in via della Repubblica. Le celle telefoniche dei rapinatori vengono agganciate spesso nella zona della farmacia Salus. Prima di entrare in azione – stando a quanto scritto nell’ordinanza – Volpe porta le due “linci” nelle vicinanze della farmacia, e mostra loro anche il percorso per darsi alla fuga.
L’ENTRATA IN AZIONE
Un altro sopralluogo la mattina del 29 gennaio. Attorno alle 14 la banda ruba un Fiat Doblò a Bagno di Gavorrano. È di un uomo che lo ha lasciato un attimo davanti a casa con le chiavi inserite. Sarà il mezzo per la fuga dalla rapina. Il Doblò viene portato a Follonica e parcheggiato nelle vicinanze della farmacia. I malviventi tornano a Bagno di Gavorrano, poi di nuovo a Follonica per entrare in azione. Le “linci” eseguono il colpo, mentre Busiello viene lasciato alla stazione di Follonica prima della rapina. Prende un treno e torna in Campania. Campanile e Schettino escono dalla Salus col (magro) bottino, salgono sul Doblò e vengono seguiti dalla Opel Astra, guidata da Volpe. Il furgone viene abbandonato all’uscita di Follonica. Dopo la rapina le strade dei malviventi si dividono. Volpe rimane a casa di Redine, ma il 31 gennaio viene fermato dai carabinieri, quindi decide di tornare in Campania. Campanile e Schettino, invece, sono rimasti a Gavorrano fino al 1 febbraio. Poi hanno fatto tappa in due hotel a Firenze e Bologna. I carabinieri, intanto, stavano risalendo a loro come autori della rapina. Nella giornata di ieri la comunicazione dell’arresto. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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