Il dolore
L’ultimatum di Pizzuti «Pd scelga: noi o M5s»
Il Polo liberale, riformista e socialista entra in consiglio con l’ex candidato primo cittadino e promette: niente sconti
Massimiliano Frascino
grosseto. Soddisfatti del risultato elettorale, ma non si accontentano. La lista del “Polo liberale, riformista e socialista” entrerà in consiglio comunale con spirito costruttivo ma combattivo. Ribadendo che non c’è verso di ragionare in termini di alleanza con il M5s.
«In consiglio comunale – esordisce l’ex candidato sindaco, Valerio Pizzuti – entriamo per fare opposizione. Punto. Né dura né morbida, ma opposizione. Naturalmente noi siamo una forza moderata interessata alle sorti della città, e a partire dai contenuti che abbiamo condiviso nel programma valuteremo gli atti che saranno discussi e il nostro comportamento in aula. Pertanto, i No e i Sì a priori non esisteranno».
Anche quanto al rapporto con il Partito democratico, almeno per ora le cose non cambieranno, a meno che non cambi la posizione del Pd. Quasi dovesse scegliere tra due amanti. «Le condizioni – aggiunge Pizzuti – non cambiano certo in dieci giorni. La nostra autonoma discesa in campo è stata conseguenza di un’affinità di pensiero fra di noi, ma anche la reazione all’impossibilità di dialogo con il Pd, che aveva scelto di avere dentro la coalizione il M5s. In termini di alleanze politiche organiche, se questo non aveva senso prima, per quanto ci riguarda non potrà valere nemmeno per il futuro».
Pizzuti va però oltre, e prova a insinuarsi nelle maglie della discussione politica interna ai Dem. «Non voglio trarre conclusioni affrettate – chiosa – ma da quello che ho letto fra le righe della dichiarazione del segretario provinciale del Pd, Giacomo Termine, mi pare che ci sia una discussione rispetto alla revisione critica del rapporto con i 5 Stelle. Dall’esterno si nota un certo fermento, aspettiamo e vediamo che esito ha».
Il giudizio di Pizzuti sull’esito elettorale è positivo. «Sono francamente soddisfatto di com’è andata, anche se forse potevamo avere qualcosa in più. Il 5,51 per cento non era un risultato scontato, e comunque è in media con quelli registrati in realtà simili alla nostra. Sarebbe comunque un grave errore accontentarsi di quello che abbiamo ottenuto».
Quanto ai temi sui quali caratterizzarsi in consiglio comunale, Pizzuti sembra avere le idee chiare. «Grosseto – spiega – e una città dove mancano molte cose. In questa prima fase eviterei di fare grandi proclami ed inviterei tutti a concentrarsi sulla realizzazione delle ciò di cui si discute da anni. Ma che nessuno è mai riuscito a realizzare. Partiamo quindi subito dalla riqualificazione del centro storico cittadino e delle mura. Diamo un’identità a una città che non può essere solo un semplice agglomerato di case. Identità in termini culturali e urbanistici. Per il resto facciamo le cose semplici, ma con una visione di ciò che vogliamo essere in futuro. A questo proposito, sottolineo l’importanza del Pnrr, e dei fondi che come capoluogo di provincia dovremmo saper intercettare. Nella prospettiva di dare anche come comunità attuazione alla fin troppo evocata, e poco praticata, transizione ecologica. Che non può essere argomento di discussione, dal momento che o risolviamo il problema delle crisi climatiche, o siamo destinati a pagare un prezzo salatissimo».
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