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Il “caso” commissariamento Termine bacchetta i tre Dem

Ivana Agostini
Il “caso” commissariamento Termine bacchetta i tre Dem

Il segretario provinciale del Pd commenta la resa dei conti all’interno del partito «Durante l’Unione comunale, questi iscritti avevano votato diversamente» 

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Ivana Agostini

ORBETELLO. «Una scelta di tre persone che avevano votato diversamente durante l’Unione comunale del Pd». Giacomo Termine, segretario provinciale del Pd, è rimasto spiazzato dalla richiesta partita da tre membri del Pd lagunare di commissariare il partito.

La lettera è stata scritta due giorni fa da tre componenti di spicco del Pd lagunare. Una scelta che al segretario del Pd sembrerebbe essere arrivata come un fulmine a ciel sereno.

«Mi stupisce la richiesta avanzata da tre iscritti del partito – aggiunge Termine – visto che quando sono andato a Orbetello, dopo l’esclusione della lista di Mario Chiavetta sindaco, per delineare alcune questioni è stato deciso all’unanimità di non procedere al commissariamento dato che a breve ci sarà il congresso. Fra i votanti c’erano anche i tre che hanno chiesto adesso il commissariamento. Questa richiesta mi sorprende ma è una richiesta di singoli e non dell’Unione comunale e non credo sarà presa in considerazione per azione concrete da parte del Pd regionale che è competente per un eventuale commissariamento».

La situazione, all’interno del Pd, non è semplice. I malumori interni al partito in riva alla laguna sono piuttosto noti. La spaccatura ulteriore si è accentuata anche dopo l’esclusione della lista Chiavetta dalla corsa elettorale.

All’interno del partito ci sono stati inscritti che hanno chiesto che il voto del Pd andasse alla lista di Paola Della Santina in quanto lista opposta a quella del primo cittadino uscente, poi confermato, Andrea Casamenti. Una scelta portata avanti da chi credeva che l’unica cosa importante fosse riuscire a strappare il governo del comune al centrodestra.

Mauro Barbini, segretario dell’Unione comunale, facendosi interprete della volontà della maggioranza non ha dato indicazioni di voto ma ha lasciato liberi i cittadini iscritti al partito o simpatizzanti di votare liberamente.

Barbini, al momento, risulta essere segretario dimissionario in attesa del congresso. Svolgerà solo funzioni ordinarie fino al giorno del congresso del Pd.

La volontà di commissariare il partito sembra essere figlia di un’esigenza di rinascita per fare in modo che questo possa trovare nuove figure in grado di presentarsi alle prossime elezioni comunali, fra cinque anni.

Per i prossimi cinque anni, i Dem non avranno à rappresentati nel consiglio comunale.

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