Sicurezza
Caso farmacia, inopportuno il blitz elettorale di sindaco e vice
Stefano Rosini (Pd) chiede alla maggioranza di esprimersi sulla visita costata tre lettere di richiamo ad altrettante dipendenti
l’intervento
stefano rosini*
Ho atteso un paio di giorni prima di uscire riguardo la brillante visita del sindaco Vivarelli Colonna e dell’assessore Rossi alla farmacia comunale di via De Nicola. Un blitz elettorale in pieno stile. Ho atteso convinto che lo stesso sindaco e lo stesso esponente di giunta, in un palpito di saggezza, si sarebbero scusati per il teatrino messo in piedi. Speranza vana: loro sono convinti di poter fare tutto quello che vogliono.
A questo punto mi rivolgo al resto della maggioranza che ha governato la città per oltre cinque anni e che ha incassato il recente rinnovo del mandato: credete sia stato opportuno il comportamento tenuto da Vivarelli Colonna e Rossi? Pensate sia normale fare un tour elettorale in una farmacia nel pieno del turno di servizio? E poi: se la presenza del sindaco non deve essere preavvisata (e su questo, in campagna elettorale ho i miei dubbi), vale anche per l’assessore? E se l’assessore è pure figlio della dipendente di farmacie comunali che lo accoglie nel presidio sanitario pubblico durante il finale di campagna elettorale, questo è opportuno?
Sarei felice di conoscere il parere di tutti i consiglieri comunali di maggioranza, soprattutto quelli di Lega e Forza Italia, le realtà che non sono stretta emanazione di Vivarelli Colonna e Rossi.
Ricoprire cariche pubbliche significa tenere un comportamento lineare, corretto. Anche in campagna elettorale, quando si può fare propaganda, ma sempre nel rispetto delle leggi e dell’etica. Chi è chiamato a svolgere un compito di rappresentanza all’interno di una comunità deve sempre mantenere equilibrio e pacatezza e trattare la cosa pubblica con il dovuto rispetto delle parti e nella consapevolezza dei ruoli, di cosa è opportuno e cosa no. Tutte caratteristiche, purtroppo, estranee ai vertici di quest’amministrazione comunale.
Oltretutto se le farmacie comunali sono giustamente soggette a un regolamento interno, il sindaco e l’assessore ne saranno stati sicuramente a conoscenza. Mentre loro hanno fatto campagna elettorale, le dipendenti sono state richiamate. Perché nonostante non volessero infrangere le regole, è come se fossero state chiamate a farlo. Esprimo massima solidarietà verso di loro, e spero non si vada oltre al richiamo. Non esprimo il solito sentimento verso chi ha scelto di mettere in difficoltà una struttura di interesse pubblico, per i propri interessi. Non è tutto permesso e non possiamo fare di certo tutti quello che ci pare, tanto meno chi dovrebbe essere un esempio per la propria città.
*consigliere comunale Pd
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
