Gioco
L’antica transumanza rivive con i butteri della Fattoria di Pomonte
Con i cavalieri provenienti da alta Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzo hanno condotto le vacche dai pascoli estivi al campo di Ghiaccio Forte
scansano. Sabato scorso i butteri della Fattoria di Pomonte, affiancati da una trentina di cavalieri giunti dall’alta Toscana, dall’Umbria, dal Lazio e dall’Abruzzo, hanno rievocato l’usanza della transumanza, conducendo la mandria di vacche maremmane dai pascoli estivi nei pressi della Villa Sforzesca fino al campo invernale di Ghiaccio Forte, nel territorio comunale di Scansano.
Come racconta Ilvo Santoni nel suo libro “La tribù dispersa” (Lalli Editore) all’inizio del secolo scorso nella tenuta di Pomonte le vacche maremmane vivevano allo stato brado. Le bestie erano abituate ai butteri che si muovevano a cavallo, si proteggevano dalle punture della marruca coi pelosi cosciali di capra e, attaccato alla scafarda, portavano il lungo bastone che manovravano per aprire e chiudere i cancelli senza scendere di sella. A primavera le vacche lasciavano la macchia ed erano guidate verso i mandrioni dove venivano imbrancate coi tori per l’accoppiamento. In fattoria per la merca delle bestie era festa grande: vi partecipavano i podestà di Scansano, il maresciallo dei carabinieri e anche ospiti venuti da lontano. Bestiai e butteri giostravano col cavallo, facevano roteare la lacciaia e la lanciavano su puledri e vitelli... Settant’anni dopo l’ultima transumanza i butteri della Fattoria di Pomonte Federico Sgherri, Eleonora Peri e Riccardo Carlucci si impegnano con passione per ridare vita alle antiche tradizioni e le valli dell’Albegna echeggiano di nuovo al passaggio delle mandrie.
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