Sicurezza
Città aperta studia le strategie «Ci sentiamo responsabilizzati»
Massimiliano Frascino
Domenica prossima quelli di Grosseto città aperta si ritroveranno in un agriturismo per decidere cosa fare... da grandi, e capire che margini ci sono per darsi un’organizzazione strutturata.
D’altra parte, c’è da assolvere a un impegno enunciato in campagna elettorale, di non limitarsi ad essere una lista che vive solo in concomitanza con le elezioni amministrative. «Sarà l’occasione per programmare le prossime attività dopo giro di boa delle elezioni – spiega il coordinatore della lista Carlo De Martis – consapevoli del fatto che abbiamo davanti cinque anni di mandato entro i quali allargare il campo progressista in città. Che per la prima volta da diverso tempo a questa parte, ha avuto la possibilità di vedersi rappresentato da una lista come la nostra. Nata come laboratorio culturale che ha messo insieme diverse culture ed esperienze politiche». Riunire le anime sparse della sinistra è uno dei mantra dei progressisti. Per altro molto difficile da concretizzare. Il rischio concreto, infatti, e che ognuna delle componenti che hanno dato vita a Grosseto città aperta ceda alla tentazione di tornare a giocare in solitaria. «Questo rischio penso onestamente non ci sia – sottolinea con decisione De Martis – anche perché è stato scongiurato proprio nel momento della campagna elettorale. Decidendo di ragionare tutti in modo unitario, e rinunciando ai protagonismi che pure avrebbero potuto legittimamente manifestarsi. Grosseto città aperta è nata dall’intuizione che andavano superate certe logiche, e sono certo che siamo tutti consapevoli di dover continuare a battere questa strada».
Palla avanti e pedalare, quindi. Anche rispetto alla necessità di proseguire nella collaborazione con le altre forze di opposizione. «La coalizione che abbiamo costruito per tornare a governare Grosseto è nata in Consiglio comunale nella precedente legislatura, e non c’è motivo di tornare sui nostri passi. Per quanto ci riguarda l’obiettivo e consolidare l’alleanza e farci trovare pronti per le prossime elezioni amministrative. Rappresentando nel frattempo al meglio non solo il nostro campo politico ma gli interessi complessivi della città». Quanto al risultato elettorale, che a Grosseto città aperta speravano fosse migliore, non ci sono tentennamenti. «Avremmo potuto prendere più voti, ma anche meno – sottolinea il coordinatore – Una cosa è sicura, non avevamo termini di confronto e abbiamo presentato il nostro simbolo il 21 luglio. Mettendo insieme l’esperienza civica che poi ha dato il nome alla lista, l’area radicale, partiti come Sinistra italiana, Rifondazione comunista, Sinistra ecologica e libertà. Nonostante questo, abbiamo quasi raggiunto il 6 per cento dei voti totali, risultando la quinta forza politica alle spalle di partiti conosciuti e radicati. Senza nessuna presunzione, penso che i risultati delle preferenze diano atto dell’apprezzamento che i nostri candidati hanno avuto fra gli elettori. E questo ci responsabilizza ancora di più rispetto al futuro». Qualità ambientale della città, politiche culturali ambiziose, investimenti sociali e valorizzazione del manifatturiero saranno i cavali di battaglia.
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