Gioco
«Turismo sportivo un investimento per lo sviluppo»
grosseto. Maurizio Zaccherotti, presidente Terramare e Responsabile Nazionale Uisp Acquaviva, chiede di investire nel turismo sportivo, «valorizzando non solo i grandi eventi ma soprattutto le micro attività diffuse su tutto il nostro territorio per la promozione dello sport, dell’escursionismo, della natura e che creano un indotto non indifferente». E Terramare dichiara di mettersi a disposizione, ancora una volta, del Comune e di tutto il territorio.
Zaccherotti fa questa proposta all’indomani delle elezioni e si dice preoccupato dall’astensionismo: «Non può essere ignorato ma, anzi, deve farci riflettere sul bisogno di programmi per il breve, medio e lungo termine. Programmi diversificati su tematiche specifiche in grado di qualificare un territorio come quello di Grosseto dove turismo, sport, natura ed enogastronomia sono gli ingredienti giusti per sopravvivere, crescere e distinguersi dal resto della Toscana».
«È necessario tornare ad appassionare i cittadini alla vita politica – spiega Zaccherotti – ma soprattutto alle azioni politiche per il territorio, perché siano da stimolo alla “proliferazione” di piccole e medie realtà imprenditoriali virtuose che investono e credono nelle potenzialità della Maremma e del suo capoluogo che sono in fase di trasformazione. Facendo alcuni esempi: l’attività venatoria fino a qualche anno fa era una delle predominanti, mentre oggi gli stessi soggetti come le Aziende faunistiche e agrituristiche puntano sull’escursionismo come nuova forma di turismo investendo sulla sentieristica e la messa in sicurezza dei tracciati destinandoli alla mtb o semplicemente al trekking. Ogni anno vengono abilitate in provincia di Grosseto circa 20-30 guide ambientali per l’importante richiesta di turismo avventura che va oltre le aspettative del territorio. Per questo credo che un elemento naturale come il fiume Ombrone così come i nostri bellissimi boschi possano rappresentare oltre al noto litorale, delle serie opportunità di sviluppo per il territorio comunale in chiave sostenibile. Basterebbe mettere in rete quelle che sono le proprietà private con quelle demaniali e cominciare a pensare al nostro comune come una palestra a cielo aperto».
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