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Grosseto

il tesoro di montecristo 

L’imprenditore naufrago non risponde agli inquirenti

L’imprenditore naufrago non risponde agli inquirenti

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PORTO SANTO STEFANO. Davide Pecorelli, l’imprenditore scomparso per nove mesi e ritrovato poi al largo dell’isola di Montecristo, ieri mattina non ha dato risposte ai carabinieri della caserma di Porto Santo Stefano dove era convocato – alle 9,30 – per una richiesta di informazioni sulla vicenda di documenti e foto a lui trovati, che l’Arma mette in relazione con le monete d’oro del V secolo d.C. rubate nel 2019 dal museo di San Mamiliano a Sovana, sulle colline del Tufo. Pecorelli è indagato per ricettazione.

Ieri mattina l’ex arbitro di calcio umbro era accompagnato dall’avvocato Giancarlo Viti di Perugia. «Non sapevamo dell’indagine – ha detto il legale prima di entrare in caserma – e il mio cliente si avvarrà della facoltà di non rispondere. Non conosciamo la contestazione nel dettaglio».

All’uscita, l’avvocato Viti ha aggiunto che «non c’è ancora una contestazione esplicitata. Sono solo indicati i titoli di reato ma non c’è una contestazione in fatto quindi non possiamo essere precisi su questo aspetto». Sono le stesse parole che Viti aveva detto pochi giorni fa al Tirreno, raggiunto telefonicamente nel suo studio, nel capoluogo umbro. La storia di Pecorelli ormai è nota. Dato per morto in Albania da gennaio e ritrovato nelle scorse settimane naufrago nelle vicinanze dell’isola di Montecristo, in provincia di Livorno, non ha mai saputo spiegare davvero cosa gli sia accaduto negli ultimi mesi.

Dopo la denuncia per sostituzione di persona, a Pecorelli – tramite i carabinieri della stazione di San Giustino, a Perugia, dove risiede – è arrivata la notifica della procura di Grosseto per quanto riguarda l’avvio delle indagini per ricettazione, ma anche del sequestro probatorio del materiale ritrovato all’interno della stanza di un hotel dell’isola del Giglio nella disponibilità di Pecorelli. Tra cui anche un elenco di monete fotografate. E pure la chiave di un garage a Porto Santo Stefano, in cui non è ancora stato reso noto cosa l’uomo custodisca.

Sono tanti i punti interrogativi di questa storia, che ancora non trovano risposta. Anche perché l’atteggiamento di Pecorelli rimane ermetico. Non risponde alle domande degli inquirenti e prosegue nella strategia del “silenzio”.

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